Maria Luisa, moglie di Napoleone: chi era veramente? Lunedì 19 agosto 2019 via al primo appuntamento con le Conversazioni Napoleoniche 2019

Chi era veramente Maria Luisa d’Asburgo-Lorena, figlia primogenita dell’imperatore austriaco Francesco I che nel 1810 sposò Napoleone? Se ne parla lunedì 19 agosto 2019 nel Chiostro di San Micheletto a Lucca (via San Micheletto, 2 55100 Lucca) per la prima delle Conversazioni Napoleoniche 2019.

Alle 21,30 Velia Gini Bartoli e Simonetta Giurlani Pardini terranno l’incontro a ingresso libero dal titolo “Maria Luisa.. la donna è mobile..”, che offre un excursus su questa figura storica di regnante fra iconografia ufficiale e fonti storiche francesi, in particolare il suo fitto epistolario e le memorie di Meneval, segretario particolare di Napoleone.

“Si tratta di una donna vittima di un padre dispotico e della Ragion di Stato, come l’hanno descritta alcuni biografi oppure, come l’hanno giudicata molti storici, spirito leggero e irriflessivo concentrata soprattutto su sé stessa e su ciò che più le conveniva?” La riflessione condotta da Gini Bartoli parte da qui e prosegue: “Quando Napoleone, sconfitto, partì per l’Isola d’Elba, Maria Luisa si guardò bene dal seguirlo e preferì alla famiglia la scintillante corte viennese. È proprio per saperne di più che quest’anno lo studio della ‘persona’ Maria Luisa, fuori dalla storia ufficiale, si è orientato su memoires redatti all’epoca, sulle corrispondenze private scambiate con le persone che le erano più vicine, sui ‘bollettini’ che le polizie segrete inviavano quasi giornalmente a Parigi e Vienna. Quello che risulterà alla fine è un ritratto nuovo e sorprendente, fuori dalla Storia ufficiale ma efficace per comprendere meglio la Storia reale”.

Nella seconda parte della serata, Giurlani Pardini tratteggerà i trent’anni in cui Maria Luisa governerà il Ducato di Parma. “Amante di musica, botanica, cibo e musica – spiega la relatrice – Maria Luisa farà molto per il piccolo ducato, dal Nuovo Teatro al Ponte sul Taro, all’epoca ritenuto il più lungo d’Europa. Donna dai molti interessi, cambierà quella città per sempre”.

Le conversazioni proseguono: martedì 20 agosto 2019 con Peter Hicks, docente universitario di storia, storico e responsabile delle relazioni internazionali della Fondation Napoléon di Parigi, che affronta il tema “Napoleone, le prime biografie e i suoi scritti tra Plutarco, Annibale e Tito Livio”mercoledì 21 agosto 2019 con la conversazione dal titolo “Dal ballo al campo di battaglia: la moda ai tempi di Napoleone” in cui Margarita Martinez, costumista ed organizzatrice di Gran Balli Napoleonici internazionali, presenterà i vestiti da ballo dall’inizio dell‘800 e la collezione di stampe del Costume Parisien che li ha resi indimenticabili.

Le Conversazioni napoleoniche, giunte alla tredicesima edizione, fanno parte del progetto “Da Parigi a Lucca: il gusto di vivere al tempo di Napoleone e Elisa”, ideato da Roberta Martinelli e realizzato con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca e in collaborazione con Le Souvenir Napoléonien, associazione internazionale di cui Martinelli è corrispondente per la Toscana occidentale.

Come di consueto, tutti sono invitati ad unirsi alle serate per scoprire atmosfere e curiosità del passato gustando anche qualcosa di fresco, gentilmente offerto dalla Pasticceria Pinelli, sponsor dell’iniziativa.

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Convegno internazionale “Radici e destino italiano dei Bonaparte” del Souvenir Napoléonien – LUCCA 4 e 5 ottobre 2019

Parigi ha scelto Lucca per il convegno internazionale che celebra i 250 anni della nascita di Napoleone Bonaparte. Le Souvenir Napoléonien, associazione con sede a Parigi e soci in tutto il mondo, che raccoglie i massimi esponenti a livello mondiale di storia napoleonica, ha scelto la nostra città per l’importante incontro, che si terrà venerdì 4 e sabato 5 ottobre 2019 a Palazzo Bernardini (piazza Bernardini 41, Lucca) con la collaborazione dell’Associazione “Napoleone ed Elisa: da Parigi alla Toscana” e grazie a Confindustria Toscana Nord.

Il convegno rientra in una serie di eventi celebrativi che interessa il 2019 nella Francia continentale ed in Corsica, per mettere in luce la gioventù e le origini dell’Imperatore per esaminare alcuni degli aspetti, anche i meno noti, che hanno caratterizzato l’inizio e la fine della parabola storica della famiglia. Famiglia che, originaria della Toscana, ha visto la maggior parte dei suoi membri farvi ritorno.

Il convegno di Lucca, che in Francia si traduce con “Colloque de Lucques”, è la più importante attività celebrativa in Italia che l’associazione francese organizza per l’occasione. Per questo saranno presenti i maggiori esperti dall’Italia e dalla Francia.

 

Programma del Convegno internazionale
4 ottobre 2019 venerdì – Prima giornata del convegno
9,00-9,30 – Registrazione dei partecipanti.
9,30-10,00 – Inizio del Convegno – Benvenuto delle Autorità e Saluto del Dott. Christian Bourdeille, Presidente del Souvenir Napoléonien.
10,00-10,30 – Prof. Jean Tulard, Président d’honneur de l’Institut Napoléon, Paris: “Pourquoi Napoléon se proclame-t-il roi d’Italie!”.
10,30-11,00 – Dott. Federico Galantini, Corrispondente del SN della Liguria: “Gli antenati italiani di Napoleone: le origini della famiglia Bonaparte”.
11,00-11,30 – Dr. Jean-Marc Olivesi, Conservateur du Musée de la Maison Bonaparte, Ajaccio: “Les élites corses de la révolte contre Gênes à l’intégration”.
11,30-12,00 – Prof. Alessandra Necci, Università Luiss, Roma: “Le sorelle di Napoleone, storie e destini in terra italiana”.
12,00-12,30 – Domande.
12,30-14,30 – Pausa pranzo.
14,30-15,00 – Prof. Luigi Mascilli Migliorini, Università di Napoli “L’Orientale”: “Geografia della memoria napoleonica in Italia”.
15,00-15,30 – Dr. Vincent Haegélé, Conservateur de la Bibliothèque de Versailles: “L’Italie aux temps des Bonaparte, terrain d’une stratégie familiale”.
15,30-16,00 – Prof. Nicoletta Marini d’Armenia, Università di Napoli “L’Orientale”: “Murat italiano: un racconto di famiglia”
16,00-16,30 – Dott. Pierre Branda, Fondation Napoléon, Paris: “Napoléon à l’île d’Elbe”.
16,30-17,00 – Domande.
17,00-17,30 – Conclusioni della prima giornata – Ing. Alessandro Guadagni, Coordinatore SN per l’Italia.

5 ottobre 2019 sabato – Seconda giornata del convegno
9,00-9,30 – Registrazione dei partecipanti.
9,30-10,00 – Benvenuto della Dott. Roberta Martinelli, Corrispondente del SN per la Toscana Occidentale.
10,00-10,30 – Dott. Thierry Lentz, Directeur Général de la Fondation Napoléon, Paris: “De Pise à Florence : Joseph, l’Italien de la famille Bonaparte”.
10,30-11,00 – Dott. Giulia Gorgone, già Direttrice del Museo Napoleonico, Roma: “I giovani Bonaparte e l’Italia”.
11,00-11,30 – Domande.
11,30-12,00 – Conclusioni del Convegno – Dott. Christian Bourdeille, Presidente del Souvenir Napoléonien.

 

 

Qui per informazioni sul convegno.
Per scaricare il programma in pdf: Radici e destino italiano dei Bonaparte-Lucca 4-5 ott 2019
La partecipazione è libera, l’iscrizione obbligatoria. A questo link la Scheda iscrizione Radici e destino italiano dei Bonaparte

 

Cosa è il Souvenir Napoléonien
Creato il 27 dicembre 1937 dalla marchesa Eugenie Gal, discendente di un Maresciallo d’Impero, il Souvenir napoleonico è oggi la più importante associazione napoleonica in Europa, riconosciuta “Società di utilità pubblica” da un decreto ministeriale del 5 novembre 1982. Senza scopo di lucro, il suo obiettivo è studiare e far conoscere le istituzioni, i luoghi, gli eventi e le persone che hanno fatto la storia del Primo e del Secondo Impero. L’associazione, che  riunisce persone appassionate, ricercatori e storici ha la sua sede generale a Parigi, nel palazzo all’82 de la Rue de Monceau nell’VIII arrondissement, che il mecenate, l’industriale conte Martial Lapeyre, lasciò in testamento all’Associazione. Confrontata con un crescente disinteresse per la storia in genere e per quella recente in particolare, è compito dell’Associazine, memoria napoleonica, di occupare questo terreno abbandonato per intraprendere un’opera di sensibilizzazione la più vasta possibile. Napoleone, d’altronde, non lascia indifferenti. Due secoli dopo infatti, l’opera civile di Napoleone è ancora il pilastro più solido su cui l’Europa moderna si basa. La Francia di oggi, inoltre, moderna e tecnologicamente all’avanguardia, deve gran parte del suo sviluppo all’opera riformatrice di Napoleone III.
Il Souvenir napoleonico rappresenta, 80 anni di attività e di ricerche attorno ai due Imperi che coprono oltre un secolo di storia della Francia.
Il SN conta circa 3.600 membri – 60 docenti-storici – 24 delegazioni regionali in Francia – 6 delegazioni all’estero (Belgio, Colombia, Nord-Italia, Roma-Centro Italia, Svezia, Svizzera) – 10 corrispondenti (Germania-Berlino, Germania-Lipsia, Austria, Canada, Lombardia, Liguria, Toscana Occidentale, Toscana Orientale, Puglia, Calabria).
Tra i suoi mezzi di divulgazione, il SN pubblica una rivista trimestrale di grande ricchezza iconografica in cui si trova la firma dei migliori specialisti della storia napoleonica, oltre a resoconti di attività e cronache letterarie.
Ogni anno, Il Souvenir Napoléonien organizza almeno un convegno scientifico, 2 importanti commemorazioni (5 maggio e 2 dicembre), 2 viaggi sulle orme della storia napoleonica, conferenze, escursioni regionali, mostre, concerti; pubblica 5 numeri della sua rivista storico-scientifica di cui un numero speciale.

Qui per informazioni sull’associazione internazionale Souvenir Napoléonien.

 

Maria Luisa d’Austria, le passioni di Napoleone tra Plutarco, Annibale e Tito Livio e la moda dipinta, dai campi di battaglia alle sale da ballo.

Tornano per la 13ma edizione le Conversazioni Napoleoniche, appuntamento culturale dell’agosto lucchese che si svolge nell’ambito del progetto “Da Parigi a Lucca: il gusto di vivere al tempo di Napoleone e Elisa”, ideato da Roberta Martinelli con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca e realizzato in collaborazione anche con il Souvenir Napoléonien. Appuntamento lunedì 19, martedì 20 e mercoledì 21 agosto nel chiostro di San Micheletto (centro storico, Lucca), sempre alle 21,30 a ingresso libero, per tre incontri di approfondimento della vita dei napoleonidi e del loro tempo, quest’anno con la novità della presenza di due esperti di moda e costume, documenti di primo piano per la comprensione della storia e della comunicazione, ieri e oggi.

Lunedì 19 agosto alle 21,30, Velia Gini Bartoli e Simonetta Giurlani Pardini parlano di “Maria Luisa…la donna è mobile…” Protagonista della conversazione è Maria Luisa d’Austria, moglie di Napoleone: personalità complessa che vive tre epoche: è figlia dell’Imperatore d’Austria, sarà moglie di Napoleone Imperatore, alla sua caduta troverà un nuovo ruolo come duchessa di Parma. Il suo fitto epistolario e le memorie di Meneval, segretario particolare di Napoleone, svelano di dettagli della sua storia privata e pubblica. Particolare attenzione sarà dedicata al periodo più drammatico della sua vita: quello della sconfitta e dell’abdicazione di Napoleone nel 1814, quando fu costretta a muoversi nelle grandi manovre della diplomazia europea che finiranno anche per condizionare la sua vita più intima. Definitivamente chiusa l’esperienza imperiale, lasciato il figlio avuto da Napoleone a Vienna, il 19 aprile 1816 Maria Luisa arriverà nel piccolo Ducato di Parma, dove rimarrà per oltre trent’anni, cambiando la città per sempre. Molte sono le opere pubbliche realizzate negli anni del suo governo, come il Nuovo Teatro Ducale e il monumentale Ponte sul Taro che all’epoca fu ritenuto il più lungo d’Europa. Altrettanto interessanti, per comprendere i diversi volti di Maria Luisa, sono le attività che svolge nel suo privato. Una profonda conoscenza della musica, la passione per la pittura e il ricamo, per la botanica e il giardinaggio sono i tratti che la contraddistinguono. Appena arrivata a Parma si dedica a migliorare il giardini di Sala Baganza e della reggia di Colorno, creando serre fornite di stufe per la coltivazione frutti esotici come gli ananas, di piante e fiori. La violetta era il suo fiore preferito e il profumo di violetta il suo prediletto. Anche l’orto di Colorno era molto curato e lei stessa amava piantare cavoli e insalate per la delizia del suo desco ducale. Maria Luisa aveva un grande amore per la buona tavola: l’influenza della cultura culinaria francese arricchirà le abitudini locali. Golosa di dolci, chiamerà a corte Vincenzo Agnoletti, uno dei più famosi pasticceri dell’epoca.

Martedì 20 agosto alle 21,30 Peter Hicks, docente universitario di storia, storico e responsabile delle relazioni internazionali della Fondation Napoléon di Parigi, affronta il tema “Napoleone, le prime biografie e i suoi scritti tra Plutarco, Annibale e Tito Livio”. Le prime biografie di Napoleone Bonaparte, uscite prima del 1810 in Gran Bretagna in inglese e latino, sono molto poco studiate. Pubblicate in un paese nemico, questi testi furono considerati di parte senza neppure essere consultati. Poco considerati sono anche gli scritti composti dall’Imperatore a Sant’Elena, perché sospettati di essere troppo autobiografici e poco oggettivi. Ma proprio in questi scritti rivelano la sua passione per le vite parallele di Plutarco, la sua conoscenza profonda di “Ab urbe condita” di Tito Livio, la sua ammirazione per Annibale, questo generale cartaginese così brillante e vittorioso a neppure ventisei anni.

Mercoledì 21 agosto alle 21,30 la conversazione dal titolo “Dal ballo al campo di battaglia: la moda ai tempi di Napoleone” vedrà come relatrice Margarita Martinez, costumista ed organizzatrice di Gran Balli Napoleonici internazionali, che presenterà i vestiti da ballo dall’inizio dell‘800 e la collezione di stampe del Costume Parisien che li ha resi indimenticabili.
Martinez, reduce da una tre giorni di ballo napoleonico al Palazzo Reale di Napoli con un centinaio di ospiti da tutto il mondo, presenterà gli abiti da ballo di corte degli anni napoleonici come documenti storici di evoluzione del pensiero e codice di comunicazione sociale. Questi abiti, infatti, nascono nel clima rivoluzionario ed assumono un ruolo di promozione e propaganda delle idee politiche legate alla rivoluzione, tanto che si possono trovare solo al mercato nero in Inghilterra. Martinez condurrà un’analisi sul design degli abiti attraverso le loro trasformazioni tra le due rivoluzioni del XVIII e XIX secolo, francese e industriale, per diventare la moda più copiata e ricercata in tutto il mondo e anche oggi fonte di ispirazione per le grandi case di moda.

Come di consueto, tutti sono invitati ad unirsi alle serate per scoprire atmosfere e curiosità del passato gustando anche qualcosa di fresco, gentilmente offerto dalla Pasticceria Pinelli, sponsor dell’iniziativa

“Un esordio illuminante!”: il generale (ris.) Silvio Ghiselli a Roma porta al Museo Storico dell’Arma dei Carabinieri una conferenza sulla prima campagna d’Italia di Napoleone per l’associazione “Napoleone e Elisa”

L’associazione “Napoleone e Elisa” a Roma con il generale (ris.) Silvio Ghiselli per parlare di Napoleone. Ghiselli, che da qualche anno contribuisce all’attività di ricerca dell’associazione presieduta da Roberta Martinelli approfondendo gli aspetti militari legati ai napoleonidi e all’Imperatore in particolare, porta a Roma la conferenza dal titolo “Un esordio illuminante! La prima Campagna d’Italia di Napoleone 1796-1797”, giovedì 30 maggio 2019 alle 17,30 al Museo Storico dell’Arma dei Carabinieri (piazza del Risorgimento, 46 – 00192 Roma).

A partire dal 2017 infatti, Silvio Ghiselli insieme al colonnello (ris.) Vittorio Lino Biondi hanno dato vita ad una sezione di “Storia Militare” tra le attività di studio condotte dall’associazione all’interno del progetto “Da Parigi alla Toscana: il gusto di vivere al tempo di Napoleone e Elisa”. Quello di giovedì è l’incontro dedicato a Napoleone e alla prima Campagna d’Italia che fu presentato a Lucca proprio nel 2017 e rientra nelle iniziative che l’associazione pone in essere in collaborazione con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca.

“…nelle più fertili pianure della Terra! Provincie ricche, città opulente cadranno in vostro potere… vi lascerete mancare il coraggio e la perseveranza?” (Napoleone – Correspondance Vol.I). Così Napoleone si rivolgeva a quell’Armata d’Italia che trovò sulle Alpi raffazzonata, disordinata e demotivata, ma che riuscì comunque a condurre alla conquista del Paese.

La risposta di quei soldati – spiega il generale Ghiselli – è illustrata nella relazione e nelle bellissime immagini con cui presenteremo la campagna d’Italia che, condotta da un giovane generale francese di 27 anni, Napoleone Bonaparte, sarà decisiva anche per l’assetto del nostro Paese. Potremo vedere immagini, ricostruzioni e documenti di un anno, il 1796-1797, che sarà determinante nella Storia francese, italiana e europea. E potremo conoscere la descrizione degli aspetti umani, politici e militari che caratterizzeranno Napoleone alla guida dell’Armata, nonché evidenziare l’andamento della prima campagna  d’Italia, che si chiude con il trattato di Campoformio, quando Napoleone Bonaparte era giunto ormai in prossimità di Vienna. Non solo politica: nell’incontro conosceremo anche l’emozionante vicenda di un soldato accompagnato da una donna, Giuseppina, legata a lui da sentimenti che, pur altalenanti, rimarranno sempre immanenti e ricambiati”.

 

Il progetto “Da Parigi alla Toscana: il gusto di vivere al tempo di Napoleone e Elisa” (https://napoleoneeilsuotempo.wordpress.com) è nato nel 2007 sulla scia del rinnovato interesse verso il periodo napoleonico lucchese e toscano, stimolato dalle mostre e dal lavoro realizzati a partire dal 2002 dalla dottoressa Roberta Martinelli a Palazzo Ducale, e comprende iniziative che si svolgono durante tutto l’anno in diversi luoghi della Toscana (Lucca, Livorno, Elba).

In questi anni ha preso vita una lunga collezione di eventi, tra cui si ricorda la mostra che Roberta Martinelli e Velia Gini Bartoli hanno curato ed allestito al Musée de l’Armée di Parigi, dal titolo “Avec Armes et bagages. Dans un mouchoir de poche” (26 ottobre 2012 – 13 gennaio 2013; 238 oggetti esposti, con la partecipazione di 25 soggetti tra musei, biblioteche internazionali e raccolte private), nata in seguito alla mostra “Mito e Bellezza” (Lucca, 2009-2010), e che ha ispirato un nuovo filone di studi internazionali sul rapporto tra l’Imperatore e il costume.

Grazie agli studi inediti condotti in archivi italiani e francesi, recentemente è stato riportato all’aspetto originario il Palazzo dei Mulini di Portoferraio, reggia imperiale di Napoleone all’isola d’Elba, nella suddivisione degli spazi e nelle facciate che egli aveva voluto. L’intervento è oggetto del volume di Roberta Martinelli e Velia Gini Bartoli “Napoleone Imperatore, imprenditore e direttore dei lavori all’Isola d’Elba”, Gangemi 2014.

È stata presentata nel maggio 2015 all’Archivio di Stato di Lucca una preziosa scoperta tutta toscana: la cravate che l’Imperatore lasciò all’Elba, sul suo cuscino, la notte della fuga, mentre nel 2017 l’associazione ha presentato al pubblico due frammenti di tessuto ricamato del tempo di Elisa e Napoleone, di committenza principesca. Sempre del 2017 la collaborazione con il Centro studi Luigi Boccherini per un omaggio al musicista lucchese e alla sua musica per il ballo del Fandango, e la tavola rotonda in preparazione del VII Forum Consultivo degli Itinerari Culturali del Consiglio D’Europa “I Bonaparte a Lucca e in Toscana: i percorsi napoleonici fra storia, turismo ed enologia”.
Nel 2018 l’associazione ha approfondito gli aspetti legati al costume e all’etichetta nelle feste e nei balli di corte, partecipando alla manifestazione “Il Desco” ed avviando anche una collaborazione con la Fondazione Carnevale di Viareggio.

Beni culturali: tornano domenica 2 giugno le visite gratuite a Palazzo Ducale e al percorso olfattivo nelle stanze del Teatro di Elisa

Dopo il successo delle visite guidate gratuite organizzate dalla Provincia e dalla Prefettura di Lucca in occasione della Festa della Liberazione, lo scorso 25 aprile, tornano a Palazzo Ducale – in occasione della celebrazione, il 2 giugno prossimo, del 73° Anniversario della Fondazione della Repubblica – le visite gratuite del grande complesso architettonico di Lucca che ospita gli uffici delle due amministrazioni e le prestigiose sale monumentali.

Il palazzo, quindi, sarà aperto ai visitatori, ma per le guide alle sale monumentali con relativa spiegazione sarà necessario prenotarsi per garantire un afflusso maggiormente regolamentato.

L’itinerario delle visite è quello che comprende il Quartiere di Parata e la Palazzina del Nottolini: dalla scala regia fino alla sala degli Staffieri, poi la Loggia dell’Ammannati, la maestosa sala Ademollo (o delle Guardie) affrescata dal pittore milanese Luigi Ademollo, la sala del Trono e le sale Accademia I e II, ma non la sala Maria Luisa chiusa per alcuni lavori di manutenzione.

Sarà inoltre possibile visitare i saloni della Prefettura, eccezionalmente aperti per l’occasione: la Gallerie delle Statue, la sala del Bosco, il Tempio di Bacco, la Galleria di Transito, la sala di Zefiro e Flora, le Sala del Giorno e della Notte e la sala di Pallade.

Dalle 16 alle 19 è prevista l’apertura straordinaria del Museo del Risorgimento e del Museo della storia dell’emigrazione italiana “Cresci”, nonché quella del Percorso olfattivo napoleonico “Il naso e la storia” allestito al piano nobile di Palazzo Ducale. Alle 16 e alle 17,30 sono previsti turni di visite guidate alle sale monumentali di Palazzo Ducale e al Teatro del Profumo (prenotazione obbligatoria). Il ritrovo è in Cortile degli Svizzeri sotto il loggiato davanti alla scala Regia della Prefettura.

L’iniziativa è organizzata dalla Provincia e dalla Prefettura di Lucca in collaborazione con il Comune di Lucca, la Fondazione Cresci, il Museo del Risorgimento e l’Associazione Napoleone ed Elisa: da Parigi alla Toscana”.

Per informazioni e prenotazioni: 0583-417481 ; 337-1637919 – info@palazzoducale.lucca.it

Una storia complicata alla fine del principato di Elisa. Sabato 9 marzo alle 17 a Palazzo Ducale (Lucca) con Franca Maria Vanni. Ingresso libero

Palazzo Ducale Lucca – ph Beatrice Speranza

Una banca fantasma e i debiti di un pizzicagnolo mettono in subbuglio un’intera città. Da un debito di gioco agli interessi di uno Stato. Non è la trama di un noir a sfondo politico ma la traccia di una recente scoperta, un altro pezzo inedito di storia di Lucca, che ha per protagonista l’Archivio di Stato di Lucca e i documenti lì conservati, nonché una esperta di numismatica, Franca Maria Vanni. Racconterà quanto ha trovato nell’incontro “Una storia complicata alla fine del principato di Elisa”, sabato 9 marzo alle 17 a Palazzo Ducale (sala Tobino), a ingresso libero, organizzato dall’associazione “Napoleone ed Elisa: da Parigi alla Toscana” con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca e della Provincia di Lucca.

“L’esame della documentazione archivistica spesso porta a conoscere episodi del tutto sconosciuti della storia del nostro paese o che riguardano la nostra città – racconta Franca Maria Vanni -. Ed è così anche in questo caso, in cui conducendo ricerche su tutt’altro, sono spuntate ‘strane’ banconote recanti il bollo della Banca di Lucca. Con il solo, evidente problema, che i documenti erano gli atti di un processo per debiti di gioco del 1814, protagonista un pizzicagnolo e l’incartamento delle sue merci, mentre la Banca di Lucca è nata nel 1850. Quale storia si nasconde dietro a tutto questo?”

Dopo i saluti della presidente dell’associazione “Napoleone ed Elisa: da Parigi alla Toscana”, Roberta Martinelli, la racconterà Franca Maria Vanni, che ha appena allestito la sezione Numismatica e di Carta Moneta della Fondazione Ivan Bruschi di Arezzo, direttore scientifico del Museo Medagliere dell’Europa Napoleonica di Castiglion Fiorentino. Seguendo infatti una traccia del tutto inaspettata, è arrivata a scoprire dell’esistenza di un progetto molto importante per l’economia lucchese, la cui notizia mise però in subbuglio, all’epoca, l’intera città, chiamando in causa Elisa Baciocchi, Napoleone Bonaparte e anche il Governo austriaco.

Tra voci di popolo e bolli a secco, ecco un altro tassello di Storia spuntare intorno alle vicende dei Bonaparte a Lucca e in Toscana.

Franca Maria Vanni  è stata dal 1983 al 1993 collaboratore esterno della Soprintendenza Archeologica di Firenze e partecipando a varie mostre importanti, ha collaborato ai cataloghi delle mostre allestite dal Centro Affari di Arezzo a Tokio e a New York e dal 1994 al 2005 è stata collaboratore esterno della Soprintendenza ai Beni Ambientali, Artistici  e Architettonici di Arezzo. Ha svolto inoltre per il Ministero delle Politiche agricole e forestali la revisione inventariale del patrimonio storico artistico del Monastero e Eremo di Camaldoli. Ha partecipato  a vari congressi internazionali di numismatica sia in Italia che all’estero, curato mostre e inventariato materiali per diversi istituti in Italia.

Un’Armata alla scoperta di una civiltà. Martedì 9 ottobre alle 18 in auditorium del Palazzo delle Esposizioni la conferenza del generale Silvio Ghiselli sulla campagna d’Egitto di Napoleone Bonaparte

“Un’Armata alla scoperta di una civiltà. La campagna d’Egitto di Napoleone Bonaparte”. Dopo il successo di partecipazione dello scorso anno, il generale Silvio Ghiselli torna con un’altra conferenza di ambito storico militare. Appuntamento martedì 9 ottobre alle 18 nell’auditorium del Palazzo delle Esposizioni (della Fondazione Banca del Monte di Lucca), a ingresso libero, grazie all’organizzazione dall’associazione “Napoleone ed Elisa: da Parigi alla Toscana” e in collaborazione con il CISCU – Centro Internazionale per lo Studio delle Cerchia Urbane.

La relazione, che segue quella sulla Prima Campagna d’Italia, è curata proprio dalla sezione di Storia militare dell’associazione, costituita nel 2017.  “In Egitto l’Armata d’Oriente guidata da Napoleone Bonaparte non solo tese a conseguire obiettivi politici e militari, ma svolse anche un prezioso lavoro scientifico che contribuì in modo determinante agli studi e alla conoscenza dell’egittologia ed influenzò la società francese ed europea tra il Settecento e l’Ottocento”, anticipa il generale Silvio Ghiselli.

Avremo quindi modo di vedere le vicende politico-militari di questa impresa, in cui l’Armata francese operò in un teatro operativo completamente diverso da quello europeo, caratterizzato da vasti deserti e temperature torride, gli obiettivi strategici da perseguire, le tattiche adottate e le problematiche logistiche affrontate. Ma accanto a questi aspetti sarà esaminata anche l’infaticabile opera dei circa 150 scienziati che, partecipando a questa spedizione, effettuarono epocali scoperte archeologiche, accurate ricerche geologiche e approfonditi studi di zoologia e botanica”.

Nella relazione, il generale Ghiselli si avvale della collaborazione di Vittorio Lino Biondi.

Info su www.ciscu.eu, www.napoleoneparigitoscana.it, www.napoleoneeilsuotempo.wordpress.com