Giuseppe Bonaparte, capo della famiglia Bonaparte: proseguono martedì 21 agosto le Conversazioni Napoleoniche 2018 con il professor Peter Hicks della Fondatioon Napoléon di Parigi

Giuseppe Bonaparte

Proseguono martedì 21 agosto alle 21,30 nel chiostro di San Micheletto, a ingresso libero, le conversazioni napoleoniche 2018 con Peter Hicks che parla di “Giuseppe Bonaparte, capo della famiglia Bonaparte”.

L’iniziativa è ideata da Roberta Martinelli e realizzata con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca e della Fondazione di Livorno nell’ambito del progetto “Da Parigi a Lucca: il gusto di vivere al tempo di Napoleone e Elisa”.

Il docente universitario di storia, storico e responsabile delle relazioni internazionali della Fondation Napoléon di Parigi, Peter Hicks, racconta quanto fatto dal fratello maggiore di Napoleone, Giuseppe Bonaparte, per la famiglia e per l’illustre fratello.

Peter Hicks

Nell’estate del 1815, quando Giuseppe si trasferì negli Stati Uniti dopo la caduta del Primo Impero, si presentò a Washington come un contadino gentiluomo in pensione dalla vita politica. Tuttavia, questa sua villeggiatura sotto il nome di Conte di Survilliers non mancò di giochi di potere e di azioni di influenza internazionale. Il suo palazzo gigantesco in New Jersey, e sua collezione d’arte senza uguale nel Nuovo Mondo, attirarono su di lui tanta attenzione quanto il flusso costante di visitatori non certamente politicamente neutri, come Lafayette e altri. Non solo Giuseppe accoglie simpatizzanti bonapartisti, come dimostra la sua poco nota corrispondenza con l’attivista Barry O’Meara, ma partecipa (anche se a distanza) a operazioni clandestine in favore di Napoleone in esilio a Sant’Elena o di suo figlio in esilio a Vienna. E, con il passare del tempo, questa attività si intensificò. Nel 1830, Giuseppe acquistò un giornale francese e iniziò anche a partecipare attivamente ai tentativi di mettere il re di Roma sul trono di Francia. Figure oscure come il conte Cornaro, Achilles Murat, Colins de Ham (l’Aiutante di campo di Exelmans) e persino diplomatici americani conosciuti come Joel Poinsett completano, tra l’altro, il ritratto di famiglia degli agenti che collaborano nella rete di Giuseppe. Questa conversazione rivela l’azione politica celata sotto una superficie “da salotto”, la “non-politica” di Giuseppe, e mostra i suoi reali e costosi tentativi di continuare a partecipare alla vita politica del vecchio continente e di tentare di far regnare il figlio di Napoleone in Francia dopo l’avvento di Luigi Filippo nel 1830.

Le conversazioni proseguono mercoledì 22 agosto con Pier Dario Marzi, in collaborazione con il Cineforum Cinit Ezechiele 25,17: “L’Eros di un imperatore. Gli amori di Napoleone nel cinema”.

Come di consueto, tutti sono invitati ad unirsi alle serate per scoprire atmosfere e curiosità del passato gustando anche qualcosa di fresco, gentilmente offerto dalla Pasticceria Pinelli, sponsor dell’iniziativa

Info su https://napoleoneeilsuotempo.wordpress.com e su www.facebook.com/napoleonidi

 

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Un regista alle prese con Napoleone. Abel Gance e il suo film leggendario

Un film epico, un’opera inimitabile, un regista caparbio quasi quanto Napoleone. Come poteva non dedicare il suo capolavoro all’intramontabile Imperatore? Cosa significa davvero quel film?

Abel Gance - scena da Napoléon

Abel Gance – scena da Napoléon

Si conclude questa sera  l’ottava edizione delle Conversazioni Napoleoniche, evento a ingresso libero che rientra nel progetto “Da Parigi a Lucca: il gusto di vivere al tempo di Napoleone e Elisa”, ideato da Roberta Martinelli e realizzato con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca e della Fondazione Livorno, con la collaborazione del Comune di Lucca e della Provincia di Lucca e del Cineforum Cinit Ezechiele 25,17.

Abel Gance - scena da Napoléon

Abel Gance – scena da Napoléon

“Napoleon” di Abel Gance non è soltanto un film, non è semplicemente un progetto cinematografico ambizioso: è qualcosa di più, che la storia del Cinema ancora ci consegna con i misteri e le leggende che ammantano ogni opera d’arte inimitabile che si rispetti. Per questo, l’ultima serata delle conversazioni si sofferma sulla genesi di questo capolavoro, indagando il rapporto tra il celebre regista, la sua visione e il mito di Napoleone, tanto grande che nell’impresa di un film su di lui si cimentò anche Kubrik, fallendo.

Gance è forse rimasto vittima del suo titanismo e della sua volontà di realizzare qualcosa di veramente memorabile, ma la sola avventura realizzativa di “Napoleon” merita di essere conosciuta con lo spirito con cui si affronta la trama di un romanzo che ha fatto la storia della letteratura. Questa serata dedicata al film francese del 1927 vuole ripercorrere tra scene, sequenze e aneddoti, questa Odissea organizzativa che ha portato alla realizzazione di uno dei pilastri della Settima Arte.

Avec armes et bagages…dans un mouchoir de poche

Dopo la mostra Mito e Bellezza nel 2009, dal 26 ottobre 2012 al 13 gennaio 2013 il Musée de l’Armée presenta un viaggio sorprendente nella vita quotidiana di un soldato e della società francese nei secoli XIX e XX, attraverso un oggetto semplice e poco considerato, banale e allo stesso tempo raffinato, il mouchoir de poche. Più di 200 opere e pezzi vari, 60 fazzoletti, dai  più modesti ai più lussuosi, un oggetto la cui storia è anche simbolo una società e spirito di un’epoca.

 

Fonte:  L’Echo du Dôme- Le Magazin du Musée de l’Armée sept/dec 2012

26 Febbraio 1815, Napoleone lascia l’Isola d’Elba per tornare in Francia. Cenni riguardo lo sfondo del blog

Il  pittore francese Joseph Beaume (1796 – 1885)  è  l’autore del quadro Napoléon Ier quittant l’ile d’Elbe puor revenir en France, s’embarque dans le port de Portoferraio, 26 février 1815Il dipinto fu commissionato nel 1836 da Louis-Philippe D’Orléans per celebrare il mito napoleonico. Si tratta di un grande olio su tela che misura 164 cm di altezza per 275 cm di larghezza, conservato presso il Museo di Versailles. Questa scena corale raffigura Napoleone I in procinto di imbarcarsi per l’avventura dei Cento giorni.

La figura dell’Imperatore è al centro di tutta la scena circondato dai suoi generali tra cui Cambronne e Drouot. Il fedelissimo Henri Gatien Bertrand è raffigurato in piedi già sulla scialuppa che li porterà a bordo del brick lInconstante

Il dipinto, realizzato 21 anni dopo questo fondamentale episodio storico, descrive con estrema precisione il paesaggio elbano, la città di Portoferraio ed i suoi abitanti.