Bagni, cappelli ed esili: ecco le Conversazioni Napoleoniche 2017

LUCCA – Bagni di terra e di mare, cappelli che sono diventati mito e il mito dell’esilio, al tempo di Napoleone e Elisa. Ecco gli argomenti dell’undicesima edizione delle Conversazioni Napoleoniche, appuntamento culturale dell’agosto lucchese che si svolge nell’ambito del progetto “Da Parigi a Lucca: il gusto di vivere al tempo di Napoleone e Elisa”, ideato da Roberta Martinelli con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca e della Fondazione di Livorno.

Appuntamento lunedì 21, martedì 22 e mercoledì 23 agosto al fresco del chiostro di San Micheletto (centro storico, Lucca), sempre alle 21,30 a ingresso libero, per tre incontri che presenteranno aspetti inediti frutto di costanti ricerche negli archivi lucchesi e francesi sulle tematiche del costume e del “mito” dell’imperatore e della famiglia, e sulle tracce lasciate dalla loro presenza a Lucca e in Toscana.

L’iniziativa è stata presentata alla stampa dall’assessore alla cultura del Comune di Lucca, Stefano Ragghianti, da Vittorio Armani, in rappresentanza della Fondazione Crl, e da Roberta Martinelli, ideatrice del progetto, insieme ai relatori Velia Gini Bartoli, Simonetta Giurlani Pardini e Pier Dario Marzi.

Prosegue l’indagine sul ruolo di Elisa Bonaparte Baciocchi come precorritrice dei tempi, nel campo della salute e dell’utilizzo della mondanità come luogo di costruzione del consenso, nella conversazione di lunedì 21 agosto tenuta da Velia Gini Bartoli e Simonetta Giurlani Pardini. E sempre di arte di costruire il consenso si parla, martedì 22 con Peter Hicks della Fondation Napoléon di Parigi: l’incontro dal titolo Il cappello di Napoleone. Nascita di un’immagine progettata per diventare mito” darà risposte alle domande: come mai Napoleone decise di presentarsi sempre con un determinato “brand”? Quando e perché scelse di indossare il cappello, trasformandolo in un vero e proprio mito? Mercoledì 23 Pier Dario Marzi, grazie alla collaborazione con il Cineforum Cinit Ezechiele 25,17, affronterà gli esili che hanno caratterizzato la vita di Napoleone, per come li ha visto il cinema, con la visione di spezzoni di film a lui dedicati.

Le conversazioni del 2017 hanno ricevuto l’accredito della Fondation Napoléon e del Souvenir napoléonien di Parigi, che ne hanno divulgato il programma sui loro siti seguiti da centinaia di migliaia di appassionati.

Come di consueto, tutti sono invitati ad unirsi alle serate per scoprire atmosfere e curiosità del passato gustando anche qualcosa di fresco, gentilmente offerto dalla Pasticceria Pinelli, sponsor dell’iniziativa

 

Il programma nel dettaglio

Lunedì 21 agosto alle 21,30: “Bagni di terra, bagni di mare. Essere e benessere al tempo di Napoleone”. Velia Gini Bartoli e Simonetta Giurlani Pardini parleranno della rinnovata importanza delle acque per la salute e il benessere, e della mondanità che si sviluppa a partire dai luoghi consacrati al “salus per aquam”.
Nella prima parte della conversazione, l’architetto Gini Bartoli parlerà dell’arrivo a Livorno, nelle estati di fine Settecento, della parte mondana della Toscana granducale che risiedeva nelle importanti ville di Montenero, ma non solo, e della prima bagnante particolarmente nota: Maria Luisa, infanta di Spagna. In seguito, la reggente della corona d’Etruria, poi duchessa di Lucca, nel 1803 si farà scavare a colpi di piccone una vasca naturale nella scogliera dei Mulinacci, vicino a Porta a Mare, che da quel momento si chiamerà Scoglio della Regina. Nel 1810 sarà Elisa Baciocchi, granduchessa di Toscana, a farsi costruire una cabina personale proprio sulla spiaggia della Cala dei Cavalleggeri, “dove le acque sono più vive e meglio battute”. Infine, nel 1816 arriverà a Livorno anche Maria Luisa d’Austria, ex moglie di Napoleone ed ex regina di Francia (ora in incognito come contessa di Colorno) in compagnia del fidanzato barone Neipperg. Il bagno di mare, fino ad allora utilizzato a scopo terapeutico e solo per immersione, diventerà un esercizio natatorio per mantenersi in salute ma, soprattutto, un’interessante occasione per fare sfoggio di mondanità.
Nella seconda parte, Simonetta Giurlani Pardini racconterà il rapporto fra mondanità e frequentazione dei bagni di terra: le terme. Prima della Rivoluzione, la città di Parigi possedeva 9 bagni pubblici, molto frequentati ma anche molto lontani dagli standard che offriranno quelli di inizio Ottocento, che erano invece nuovi, elegantissimi stabilimenti termali fra cui il famoso Bains Vigier. Con l’epoca napoleonica, oltre all’affermazione di un nuovo concetto d’igiene in cui l’acqua viene scoperta potente alleata per la salute, i bagni termali assumeranno anche un ruolo diverso, di luoghi di mondanità. A bordo vasca delle più famose stazioni, come  Vichy o Plombieres, oltre che a Parigi, da allora in poi si ritroverà infatti il bel mondo europeo, magari per partecipare a un “bagno nuziale”, il “moderno” addio al celibato. Anche per Elisa Bonaparte divenne consuetudine giovarsi dei benefici delle acque termali di Bagni di Lucca, dove come in ogni altro luogo termale venivano organizzate numerose serate di svago. Tra le attività previste, il gioco delle carte: oltre alle nuove regolamentazioni sul gioco, Napoleone si preoccupò anche di commissionare al pittore David una nuova grafica per le carte da gioco, i cui requisiti dovevano essere l’eleganza dei disegni e una lavorazione che le rendesse difficilmente riproducibili, per evitare le frodi.

Martedì 22 agosto alle 21,30: il docente universitario di storia, storico e responsabile delle relazioni internazionali della Fondation Napoléon di Parigi, Peter Hicks, racconterà Il cappello di Napoleone. Nascita di un’immagine progettata per diventare mito”.
Quando, Napoleone, ha adottato il suo celebre cappello? E perché ha deciso di indossarlo “nel modo sbagliato”? Si trattava sempre dello stesso cappello? Possiamo parlare di una “politica del cappello”?
Ben prima dell’ossessione moderna per il “brand”, Napoleone creò per sé un’identità visiva inimitabile e inconfondibile, soprattutto attraverso il suo modo di vestire, il “look”, diremmo oggi. Questa identità visiva gli serviva a confortare la sua ambizione ossessiva, suo appetito enorme per il lavoro e un bisogno quasi patologico di comunicare al mondo la storia della sua vita e delle sue azioni. Napoleone era soprattutto ossessionato dal potere: diceva che lo usava come un virtuoso suona suo violino. Significative, in questo senso, sono le parole di Napoleone stesso sul tema dell’aspetto, come riportate dal suo primo segretario, Bourrienne: “Devi parlare agli occhi della gente. Il capo del governo deve attirare lo sguardo di ognuno, in ogni modo possibile.”  Quintessenza del “brand” napoleonico, più del famosi cappotto, dell’uniforme del colonnello con la mano nella giacca, era il suo cappello.
Eppure, esistono poche prove  che mostrerebbero la manipolazione di Napoleone della sua immagine. Stranamente, pochi hanno scritto sul soggetto: motivo in più per affrontare un argomento che, ancora, può rivelarci l’uomo.. e il mito. 

Mercoledì 23 agosto alle 21,30 Pier Dario Marzi, grazie alla collaborazione con il Cineforum Cinit Ezechiele 25,17, affronterà il tema Fu vera gloria? Fra epica e malinconia, il cinema racconta gli esili di Napoleone”.
La vita di Napoleone è stata, se guardata da un certo punto di vista, un lungo ed indefinito esilio, che l’imperatore francese in parte si impose ed in parte subì. La morte a Sant’Elena non fu che l’ultimo episodio di questa vita errante conclusa con l’esilio definitivo in un’isola fuori dal mondo. Ma non si possono dimenticare i 100 giorni all’isola d’Elba e gli altri esili (a partire da quello dall’isola natia nato con una leggendaria e rocambolesca fuga) più o meno voluti e cercati (le stesse campagne militari interminabili viaggi lontani da casa e dalla patria).
Il cinema ha raccontato Napoleone nel suo vagare per il mondo accentuando ora l’elemento malinconico, ora  quello epico e quello drammatico del titano costretto alla fuga e alla solitudine. Una carrellata di sequenze tratte da pellicole delle diverse età del cinema ci riproporrà l’immagine di un Napoleone più intimo ed introspettivo di quello che l’agiografia del condottiero ha teso ad oscurare.

Magnolie, glicini, platani guidano alla “Lucca olfattiva”. Presentata oggi a Palazzo Ducale la mappa della “città francese”. In primavera sarà pronto il percorso turistico e didattico.

Dalla magnolia bicentenaria del cortile della scuola Giovanni Pascoli a quelle di corso Garibaldi, dal glicine in piazza San Giovanni ai platani in piazza Napoleone, e poi diverse specie all’orto botanico e sulle Mura. Le piante e i fiori sono testimoni del tempo a Lucca, dove lo studio di una mappa speciale permetterà la riscoperta di una “Lucca olfattiva” del tempo di Napoleone e Elisa.
La mappa è stata presentata questo pomeriggio  alle 17,30, a Palazzo Ducale (Sala Accademia 1) da Simonetta Giurlani Pardini e Paolo Emilio Tomei nel convegno “Sulle tracce di Elisa Bonaparte, Principessa di Lucca (1805-1814). Il percorso olfattivo”.
Si tratta di un percorso storico, olfattivo appunto, che permette di entrare nello spirito del tempo, comprenderne la cultura e le regole sociali, scoprire le fragranze e i nuovi profumi della Reggia lucchese soprattutto nei luoghi  della città in cui furono introdotte  le nuove specie botaniche.

percorso olfattivo

La mappa viene oggi presentata come summa del lavoro di ricerca compiuto dall’associazione “Napoleone ed Elisa: da Parigi alla Toscana”, e in particolare da Simonetta Giurlani Pardini, con la collaborazione del professor Paolo Emilio Tomei, docente di Botanica all’Università degli Studi di Pisa.

Il percorso didattico e turistico, con targhe e didascalie, sarà realizzato entro il periodo pasquale, momento in cui le piante (per lo più “eredi” di quelle piantate due secoli fa) offrono al mondo la propria ricchezza di colori e profumi.

Elisa Baciocchi e Maria Luisa di Borbone: destini incrociati

Elisa Baciocchi, Lucca e i gerani.

Napoleone e Maria Luisa di Borbone.

Elisa Baciocchi

Elisa Baciocchi

Due donne che si avvicendano al trono di Lucca, unicum nella storia della città. lunedì 22 agosto, è partitala decima edizione delle Conversazioni Napoleoniche, appuntamento estivo che si tiene nell’ambito del progetto “Da Parigi a Lucca: il gusto di vivere al tempo di Napoleone e Elisa”, ideato daRoberta Martinelli con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca e della Fondazione di Livorno

Oggetto di particolare interesse di questa edizione è stata la figura di Maria Luisa di Borbone, in occasione dell’avvicinarsi del bicentenario del suo arrivo a Lucca, che avvenne nel dicembre del 1817, tanto che la prima serata è stata dedicata proprio a lei, e al suo rapporto con i Bonaparte.

Elisa Baciocchi e Maria Luisa di Borbone: destini incrociati”. Nella prima parte della conversazione, l’architetto Velia Gini Bartoli ha approfondito la biografia di Maria Luisa di Borbone costantemente segnata, se non dominata, dalla volontà di Napoleone, a partire dal matrimonio con il cugino Ludovico di Borbone Parma fino all’arrivo a Lucca.

Nella sua vicenda politica e personale, si possono infatti leggere gli equilibri di potere d’Europa, che passavano dalle politiche matrimoniali, e il ruolo di Lucca sullo scacchiere internazionale, che Napoleone aveva molto a cuore tanto da affidare la città alla sorella Elisa.

Fra accordi segreti, alleanze e tradimenti, la vita di Maria Luisa delinea una figura ubbidiente alle volontà della famiglia, molto pia ma anche sensibile, tanto da non cancellare le trasformazioni fatte dalla precedente regnante a Lucca, ma anzi da proseguirne le linee in ambito di igiene e urbanistica, tornando però a riallacciare, stretti, i rapporti con la Chiesa.

Maria Luisa di Borbone

Maria Luisa di Borbone

Nella seconda parte, Simonetta Giurlani Pardini ha invece ripercorso il profilo olfattivo di Lucca come Maria Luisa lo conobbe, attraverso le nuove piante introdotte, le nuove lavorazioni artigianali sviluppate, le innovazioni in ambito igienico e urbanistico che migliorarono la qualità della vita in città, a partire dalla grande opera di approvvigionamento idrico che Elisa fece progettare dai suoi ingegneri farti venire appositamente da Parigi, e che Maria Luisa fece realizzare a Lorenzo Nottolini.

Conversazioni napoleoniche: in arrivo la decima edizione tra Elisa e Maria Luisa.

Cosa legava Elisa Baciocchi Bonaparte ai gerani, tanto da essere co-protagonisti di un noto ritratto conservato a Fontainebleau?
Quali furono i rapporti tra la sorella di Napoleone e Maria Luisa di Borbone, che le succederà sul trono di Lucca, creando l’unicum di due donne che si avvicendano al potere dopo secoli di Repubblica oligarchica maschile?

gerani

Questa ed altre curiosità saranno svelate da partire da lunedì sera, 22 agosto, quando alle 21,30 nel chiostro di San Micheletto prenderà il via la decima edizione delle Conversazioni Napoleoniche, appuntamento estivo che caratterizza l’agosto culturale lucchese, nell’ambito del progetto “Da Parigi a Lucca: il gusto di vivere al tempo di Napoleone e Elisa”, ideato da Roberta Martinelli con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca e della Fondazione Livorno.

Oggetto di particolare interesse di questa edizione è la figura di Maria Luisa di Borbone, per avvicinarsi del bicentenario del suo arrivo a Lucca, che avvenne nel dicembre del 1817.

Ecco il programma.
Lunedì 22 agosto con “Elisa Baciocchi e Maria Luisa di Borbone: destini incrociati”, Velia Gini Bartoli e Simonetta Giurlani Pardini parleranno proprio delle relazioni fra Napoleone e Maria Luisa di Borbone, e della Lucca a cavallo tra i governi al femminile. Martedì 23, con “Geni della finanza e trasporti segreti d’argento: la ricetta di Napoleone per conquistare l’Europa”, Peter Hicks della Fondation Napoléon di Parigi racconterà i disegni e le trame economiche e politiche di Napoleone primo console, alle prese con le casse (vuote) dello Stato. Mercoledì 24 Pier Dario Marzi, grazie alla collaborazione con il Cineforum Cinit Ezechiele 25,17, tornerà sul Napoleone generale e sulle sue guerre, attraverso l’analisi di alcuni spezzoni di pellicole cinematografiche note e meno note per “Guerra e pace: Napoleone tra Tolstoj e la propaganda sovietica nel capolavoro di Sergej Bondarčuk”.

Come di consueto, tutti sono invitati ad unirsi alle serate per scoprire atmosfere e curiosità del passato gustando anche qualcosa di fresco, gentilmente offerto dalla Pasticceria Pinelli, sponsor dell’iniziativa

Si torna a danzare a Palazzo

Nelle monumentali sale del Palazzo Ducale di Lucca, che per quasi dieci anni furono scenario delle vicende di Elisa Bonaparte Baciocchi, principessa di Lucca e Piombino, e poi Duchessa di Massa e Principessa di Carrara nonchè contessa di Compignano, domenica 15 maggio dalle 16.30 sono risuonate note e passi del periodo napoleonico.

Non è stata un’illusione bensì il culmine di un intero week end a tema napoleonico che ha coinvolto i comuni di Lucca, Barga e Bagni di Lucca con eventi in costume, organizzato da Margarita Martinez che dopo la carriera di direttore di scena dell’Opera Australia e del Victoria Opera, continua a Firenze a portare avanti la riscoperta della danza dell’epoca napoleonica. Il motivo di tutto questo amore per Napoleone lo spiega la stessa Margarita: “Napoleone è stato un grande personaggio storico che si può amare o odiare ma al cui fascino sicuramente non si può restare indifferenti, neppure a duecento anni di distanza – spiega -. Napoleone ha sicuramente cambiato il mondo e tuttora godiamo di quell’impianto moderno che ha dato al mondo occidentale.”

si danza a palazzo

150 danzatori provenienti da tutta Europa si sono dati appuntamento nei luoghi frequentati da Elisa, dove hanno passeggiato in costume per poi ritrovarsi nel Palazzo Ducale e qui dar vita al sontuoso ballo sotto la guida di Donald Francis, Maestro di danza, nonchè fondatore della prima scuola di danza storica ottocentesca e dell’Atelier de Danse di Firenze.

E’ una passione importante quella del Maestro per la danza napoleonica come egli stesso dichiara: “Adoro Napoleone perché non solo ha tentato l’impresa di (e per poco tempo c’è riuscito) unificare l’Europa, ma ha dato al continente un’impronta francese. Mi piace la danza di quel tempo perchè era complessa: nei movimenti e nelle coreografie si andavano a ricreare immagini che riproducevano l’Universo, il moto degli astri, tutte cose che poi purtroppo sono andate perdendosi con il Romanticismo che ha semplificato lo stile di ballo.”

“Un elemento fondamentale è la musica, di cui però non è rimasta alcuna traccia – prosegue Francis –. La musica ballabile del periodo napoleonico non era considerata musica raffinata e purtroppo non si è conservata nel tempo, per realizzare questo ballo ho infatti utilizzato musiche di Beethoven e Mozart mentre per le coreografie mi sono ispirato ai documenti della Collezione Bernardini, custodita presso l’Archivio di Stato di Lucca”.si danza a palazzo

Durante l’evento non sono mancati momenti di coinvolgimento del pubblico lucchese che per poche ore ha potuto godere di questo viaggio indietro nel tempo rivivendo le magiche atmosfere del Principato

Lucca napoleonica: appunti sulla città

Nel 60° anniversario del gemellaggio tra Roma e Parigi, anche Lucca celebra il profondo legame con la tradizione francese instaurato a partire dall’800 con il governo di Elisa Baciocchi, sorella di Napoleone Bonaparte.

“Lucca napoleonica: appunti sulla città”, questo è il titolo del percorso espositivo curato dall’associazione culturale “Napoleone ed Elisa: da Parigi alla Toscana” con la collaborazione del Comune di Lucca ed il contributo della società partecipata Geal SpA.

Lucca Napoleonica

L’esposizione rientra nell’ambito del più generale progetto “Da Parigi a Lucca: il gusto di vivere al tempo di Napoleone ed Elisa”, portato avanti già dal 2002 dall’associazione presieduta da Roberta Martinelli attraverso un filone di studi di livello internazionale sui napoleonidi a Lucca e in Toscana, e una lunga serie di eventi divulgativi molto seguiti.

L’esposizione è allestita a Villa Bottini  in via Elisa 9 a Lucca ed è stata inaugurata sabato 14 maggio, sarà visitabile a partire da lunedì 16 maggio a venerdì 27 maggio, ad ingresso libero, nei seguenti orari: dal lunedì al venerdì dalle ore 8.30 alle ore 13.30 e dalle ore 15 alle ore 18.30; il sabato dalle ore 12 alle ore 18 e la domenica dalle ore 9.30 alle ore 13 e dalle ore 15 alle ore 18.30.

Il percorso comprende 18 pannelli fotografici e testuali, che spiegano in un linguaggio accessibile a tutti, grandi e piccoli, con lo stile divulgativo e il rigore scientifico che caratterizza tutte le iniziative dell’associazione, come era la città al tempo di Elisa Bonaparte Baciocchi che fu Principessa di Lucca, Massa e Piombino dal 1805 al 1814, e Granduchessa di Toscana dal 1809 al 1814.

Particolare rilievo è dato alle innovazioni apportate da Elisa in ambito igienico e civile, come l’introduzione del vaccino contro il vaiolo, la pulizia della città, la progettazione dell’acquedotto (oggi del Nottolini) per l’approvvigionamento idrico della città attraverso una fitta rete di fontane (progetto che sarà poi realizzato dalla sovrana che le succederà, Maria Luisa di Borbone).

Oltre al cambiamento architettonico che la città attraversò, ve ne fu anche uno olfattivo: Elisa infatti fece piantare a Lucca nuove specie vegetali come le magnolie (che ancora oggi fioriscono in corso Garibaldi, allora percorso da un canale aperto), mimose, tigli (che profumano sulla cerchia muraria). La Lucca napoleonica doveva essere come Parigi, e pertanto ospitò per 10 anni i migliori artigiani della capitale francese, per abbellire ambienti interni ed esterni, e le residenze dei sovrani a Lucca (Palazzo Ducale, sede di rappresentanza; Villa Bottini; Villa Reale a Marlia) e Bagni di Lucca.

Tra le curiosità meno note che si possono trovare in mostra è questa Osteria e Locanda della Luna, che con le sue oltre 10 camere, sale, salette, 3 cantine, una grande stalla ed una posizione strategica nella zona di Porta San Pietro e in prossimità del palazzo del Governo, fu una delle attività che scomparvero, insieme all’intero isolato di fronte a Palazzo Ducale, che l’urbanista Elisa volle abbattere perché la sede del governo avesse una degno fronte facciata e una piazza alla francese, proprio come la vediamo oggi. Per contro i Lucchesi, ancora dolenti per quell’abbattimento, ancora oggi nel linguaggio comune la chiamino “piazza Grande” e non “piazza Napoleone”, come la Principessa volle, dedicando al fratello la statua centrale, che invece fu poi fatta sua da Maria Luisa di Borbone (fattezze attuali).

Spettacolo di danze napoleoniche alla Corte di Elisa Baciocchi

Torna a Palazzo Ducale il ballo stile Impero, in costume d’epoca.
Si tiene domenica 15 maggio alle 16,30 a ingresso libero nel Salone degli Staffieri, Invito a Palazzo: appuntamento con la danza storica e con lo “Spettacolo di danze napoleoniche alla Corte di Elisa Baciocchi”.

Nelle sale monumentali che furono per quasi 10 anni della Principessa di Lucca, Massa e Piombino (1805-1814) e Granduchessa di Toscana (1809-1814), e che come molta dell’architettura della città vide una rivoluzione strutturale in chiave parigina, tornano a risuonare note e passi di epoca Impero.
A presentare l’evento alla stampa Renato Bonturi, membro del consiglio provinciale, il vicesindaco di Lucca, Ilaria Vietina, e Roberta Martinelli, presidente dell’associazione “Napoleone ed Elisa:da Parigi alla Toscana”, insieme a Donald Francis, Maestro di ballo e direttore de L’Atelier de Danse ed esperto a livello internazionale di danze del periodo Impero, e Margarita Martinez, organizzatrice dell’evento e già direttore di scena dell’Opera Australia e del Victoria Opera.
È infatti l’Atelier de Danse di Firenze, con venti allievi in costume napoleonico, a portare queste danze a Palazzo (come già nel 2012 col progetto Bonesprit in occasione del compleanno di Elisa Napoleona, figlia di Elisa), con musiche dal vivo (contredanse e valzer composti per le feste da ballo nei palazzi imperiali dei primi anni dell’Ottocento) eseguite sotto la direzione di Valentino Zangara.
Il pomeriggio danzante, che prevede momenti di coinvolgimento con il pubblico, è il culmine di un week end napoleonico organizzato da Margarita Martinez in collaborazione con i Comuni di Bagni di Lucca e Barga riservato a un gruppo di 150 danzatori provenienti da tutta Europa. Un fine settimana culturale in cui sarà possibile incontrarli, in abito d’epoca, passeggiare per le vie di Lucca, ma anche Bagni di Lucca e Barga, durante le loro visite ai luoghi di Elisa.
A questo prestigioso evento, che rafforza i legami tra Lucca e la rete della valorizzazione del patrimonio napoleonico, hanno dato attiva collaborazione la Prefettura di Lucca, la Provincia di Lucca, i Comuni di Lucca, Bagni di Lucca e Barga e il Teatro del Giglio.