Elisa Bonaparte. Il percorso olfattivo

Ogni città ha il suo odore, che cogliamo fra le mura dei palazzi e passeggiando, un’architettura invisibile in cui siamo immersi completamente. Un profumo unico che nasce dalla straordinaria alchimia di storie del passato e del presente. Rudyard Kipling, scrittore e grande viaggiatore, all’inizio del XX secolo, aveva riassunto tutto questo in un’unica frase: “La prima condizione per comprendere un paese straniero è annusarlo”.

Elisa Bonaparte. Il percorso olfattivo” è il percorso olfattivo che reca la traccia, diretta, dell’epoca in cui Elisa Bonaparte Baciocchi era Principessa di Lucca e Piombino.

L’iniziativa è stata presentata oggi, a Palazzo Ducale, nel corso di una conferenza stampa a cui erano presenti il consigliere provinciale Renato Bonturi, il sindaco di Lucca, Alessandro Tambellini; Roberta Martinelli, presidente dell’associazione “Napoleone ed Elisa:da Parigi alla Toscana”, insieme con Simonetta Giurlani Pardini e Paolo Emilio Tomei, docente del Dipartimento di scienze agrarie all’Università di Pisa.

Il percorso suddetto collega una serie di luoghi non simbolici ma odorosi, emersi all’interno della città murata grazie ad una approfondita indagine storico-archivistica portata avanti dall’associazione “Napoleone ed Elisa: da Parigi alla Toscana” e, in particolare, da Simonetta Giurlani Pardini, esperta di storia del profumo e grande appassionata della storia della città.

manifesto

La mappa di questa Lucca sarà presentata al pubblico venerdì 20 gennaio, alle 17,30, a Palazzo Ducale (Sala Accademia 1) da Simonetta Giurlani Pardini e Paolo Emilio Tomei nel convegno “Sulle tracce di Elisa Bonaparte, Principessa di Lucca (1805-1814). Il percorso olfattivo”.

Durante l’incontro, a ingresso libero, si esibirà in musiche d’epoca il TrioVoileséchardes de Lorraine, guidato da Giuseppe Viscomi e composto da voce, corno naturale ed arpa; in programma G.Paisiello, Andante per corno ed arpa, “Écrit pour la fête de l’Impératrice”; F.J.Nadermann, “Le devouement de l’amour”, Romanza per voce ed arpa; L.Cherubini, “Queste che miri o Nice – Amo ne sarà mai”, per voce, corno ed arpa: scena ed aria inedita.

Lucca olfattiva

Tra le presenze botaniche che risalgono al periodo napoleonico si segnalano Magnolie, Platani, Liliodendrum tulipifera, Tigli e Glicine. Si tratta di una “traccia storica” di interesse anche turistico, poiché offre un approccio sensoriale alla città ed alla sua visita, nonché alla Lucca francese. Se nella civiltà dell’immagine l’olfatto, legato ai ricordi, alle memorie, alle emozioni e all’identità è stato il senso dimenticato, oggi la percezione olfattiva sta ritrovando il suo ruolo con la collaborazione della scienza che sta cercando di svelarne tutti i suoi segreti.

Questa iniziativa fa parte del più ampio progetto sulla città napoleonica “Da Parigi alla Toscana: il gusto di vivere al tempo di Napoleone ed Elisa”, nato nel 2002 da un’idea di Roberta Martinelli e portato avanti in collaborazione con gli enti cittadini e con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca e della Fondazione Livorno, che da anni prevede come appuntamento fisso le “Conversazioni napoleoniche” in tarda estate. Questo percorso si innesta sullo studio che Simonetta Giurlani Pardini ha realizzato sulle suggestioni olfattive dei diversi luoghi di Lucca come l’orto botanico, la manifattura tabacchi e le sue cento chiese, raccontandole anche nella linea di profumi Sdl-Segreti dei Luoghi.

Il percorso permanente

Oltre ad offrire a Lucchesi e turisti una mappa dettagliata, che sarà presentata il giorno del convegno, è in fase di elaborazione l’idea di destinare alcuni ambienti situati al primo piano della reggia di Elisa Bonaparte Baciocchi, oggi sede dell’Amministrazione Provinciale di Lucca, ad una istallazione permanente a disposizione dei visitatori italiani e stranieri per tutto l’anno: un luogo dedicato alla “memoria olfattiva” di Lucca e del suo territorio.

Il Palazzo di Elisa appare come sede naturale per questa esperienza dato che proprio lei, per prima, e seguendo quanto Napoleone stava attuando a Parigi, ha trasformato la percezione olfattiva di Lucca.

Tema conduttore sarà il periodo che fece da sfondo al Principato: dai profumi degli ambienti di Corte e dei luoghi della città, come le Mura e i giardini delle residenze private, in cui furono introdotte nuove specie botaniche, al “risanamento olfattivo” della città come previsto dall’Editto napoleonico di Saint Cloud del 12 giugno 1804. In questo “olfattorio” sarà inoltre possibile organizzare incontri con i “nasi” più qualificati, con scrittori, artisti ed esperti di marketing olfattivo.

Elisa Baciocchi e Maria Luisa di Borbone: destini incrociati

Elisa Baciocchi, Lucca e i gerani.

Napoleone e Maria Luisa di Borbone.

Elisa Baciocchi

Elisa Baciocchi

Due donne che si avvicendano al trono di Lucca, unicum nella storia della città. lunedì 22 agosto, è partitala decima edizione delle Conversazioni Napoleoniche, appuntamento estivo che si tiene nell’ambito del progetto “Da Parigi a Lucca: il gusto di vivere al tempo di Napoleone e Elisa”, ideato daRoberta Martinelli con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca e della Fondazione di Livorno

Oggetto di particolare interesse di questa edizione è stata la figura di Maria Luisa di Borbone, in occasione dell’avvicinarsi del bicentenario del suo arrivo a Lucca, che avvenne nel dicembre del 1817, tanto che la prima serata è stata dedicata proprio a lei, e al suo rapporto con i Bonaparte.

Elisa Baciocchi e Maria Luisa di Borbone: destini incrociati”. Nella prima parte della conversazione, l’architetto Velia Gini Bartoli ha approfondito la biografia di Maria Luisa di Borbone costantemente segnata, se non dominata, dalla volontà di Napoleone, a partire dal matrimonio con il cugino Ludovico di Borbone Parma fino all’arrivo a Lucca.

Nella sua vicenda politica e personale, si possono infatti leggere gli equilibri di potere d’Europa, che passavano dalle politiche matrimoniali, e il ruolo di Lucca sullo scacchiere internazionale, che Napoleone aveva molto a cuore tanto da affidare la città alla sorella Elisa.

Fra accordi segreti, alleanze e tradimenti, la vita di Maria Luisa delinea una figura ubbidiente alle volontà della famiglia, molto pia ma anche sensibile, tanto da non cancellare le trasformazioni fatte dalla precedente regnante a Lucca, ma anzi da proseguirne le linee in ambito di igiene e urbanistica, tornando però a riallacciare, stretti, i rapporti con la Chiesa.

Maria Luisa di Borbone

Maria Luisa di Borbone

Nella seconda parte, Simonetta Giurlani Pardini ha invece ripercorso il profilo olfattivo di Lucca come Maria Luisa lo conobbe, attraverso le nuove piante introdotte, le nuove lavorazioni artigianali sviluppate, le innovazioni in ambito igienico e urbanistico che migliorarono la qualità della vita in città, a partire dalla grande opera di approvvigionamento idrico che Elisa fece progettare dai suoi ingegneri farti venire appositamente da Parigi, e che Maria Luisa fece realizzare a Lorenzo Nottolini.

Conversazioni napoleoniche: in arrivo la decima edizione tra Elisa e Maria Luisa.

Cosa legava Elisa Baciocchi Bonaparte ai gerani, tanto da essere co-protagonisti di un noto ritratto conservato a Fontainebleau?
Quali furono i rapporti tra la sorella di Napoleone e Maria Luisa di Borbone, che le succederà sul trono di Lucca, creando l’unicum di due donne che si avvicendano al potere dopo secoli di Repubblica oligarchica maschile?

gerani

Questa ed altre curiosità saranno svelate da partire da lunedì sera, 22 agosto, quando alle 21,30 nel chiostro di San Micheletto prenderà il via la decima edizione delle Conversazioni Napoleoniche, appuntamento estivo che caratterizza l’agosto culturale lucchese, nell’ambito del progetto “Da Parigi a Lucca: il gusto di vivere al tempo di Napoleone e Elisa”, ideato da Roberta Martinelli con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca e della Fondazione Livorno.

Oggetto di particolare interesse di questa edizione è la figura di Maria Luisa di Borbone, per avvicinarsi del bicentenario del suo arrivo a Lucca, che avvenne nel dicembre del 1817.

Ecco il programma.
Lunedì 22 agosto con “Elisa Baciocchi e Maria Luisa di Borbone: destini incrociati”, Velia Gini Bartoli e Simonetta Giurlani Pardini parleranno proprio delle relazioni fra Napoleone e Maria Luisa di Borbone, e della Lucca a cavallo tra i governi al femminile. Martedì 23, con “Geni della finanza e trasporti segreti d’argento: la ricetta di Napoleone per conquistare l’Europa”, Peter Hicks della Fondation Napoléon di Parigi racconterà i disegni e le trame economiche e politiche di Napoleone primo console, alle prese con le casse (vuote) dello Stato. Mercoledì 24 Pier Dario Marzi, grazie alla collaborazione con il Cineforum Cinit Ezechiele 25,17, tornerà sul Napoleone generale e sulle sue guerre, attraverso l’analisi di alcuni spezzoni di pellicole cinematografiche note e meno note per “Guerra e pace: Napoleone tra Tolstoj e la propaganda sovietica nel capolavoro di Sergej Bondarčuk”.

Come di consueto, tutti sono invitati ad unirsi alle serate per scoprire atmosfere e curiosità del passato gustando anche qualcosa di fresco, gentilmente offerto dalla Pasticceria Pinelli, sponsor dell’iniziativa

Lucca napoleonica: appunti sulla città

Nel 60° anniversario del gemellaggio tra Roma e Parigi, anche Lucca celebra il profondo legame con la tradizione francese instaurato a partire dall’800 con il governo di Elisa Baciocchi, sorella di Napoleone Bonaparte.

“Lucca napoleonica: appunti sulla città”, questo è il titolo del percorso espositivo curato dall’associazione culturale “Napoleone ed Elisa: da Parigi alla Toscana” con la collaborazione del Comune di Lucca ed il contributo della società partecipata Geal SpA.

Lucca Napoleonica

L’esposizione rientra nell’ambito del più generale progetto “Da Parigi a Lucca: il gusto di vivere al tempo di Napoleone ed Elisa”, portato avanti già dal 2002 dall’associazione presieduta da Roberta Martinelli attraverso un filone di studi di livello internazionale sui napoleonidi a Lucca e in Toscana, e una lunga serie di eventi divulgativi molto seguiti.

L’esposizione è allestita a Villa Bottini  in via Elisa 9 a Lucca ed è stata inaugurata sabato 14 maggio, sarà visitabile a partire da lunedì 16 maggio a venerdì 27 maggio, ad ingresso libero, nei seguenti orari: dal lunedì al venerdì dalle ore 8.30 alle ore 13.30 e dalle ore 15 alle ore 18.30; il sabato dalle ore 12 alle ore 18 e la domenica dalle ore 9.30 alle ore 13 e dalle ore 15 alle ore 18.30.

Il percorso comprende 18 pannelli fotografici e testuali, che spiegano in un linguaggio accessibile a tutti, grandi e piccoli, con lo stile divulgativo e il rigore scientifico che caratterizza tutte le iniziative dell’associazione, come era la città al tempo di Elisa Bonaparte Baciocchi che fu Principessa di Lucca, Massa e Piombino dal 1805 al 1814, e Granduchessa di Toscana dal 1809 al 1814.

Particolare rilievo è dato alle innovazioni apportate da Elisa in ambito igienico e civile, come l’introduzione del vaccino contro il vaiolo, la pulizia della città, la progettazione dell’acquedotto (oggi del Nottolini) per l’approvvigionamento idrico della città attraverso una fitta rete di fontane (progetto che sarà poi realizzato dalla sovrana che le succederà, Maria Luisa di Borbone).

Oltre al cambiamento architettonico che la città attraversò, ve ne fu anche uno olfattivo: Elisa infatti fece piantare a Lucca nuove specie vegetali come le magnolie (che ancora oggi fioriscono in corso Garibaldi, allora percorso da un canale aperto), mimose, tigli (che profumano sulla cerchia muraria). La Lucca napoleonica doveva essere come Parigi, e pertanto ospitò per 10 anni i migliori artigiani della capitale francese, per abbellire ambienti interni ed esterni, e le residenze dei sovrani a Lucca (Palazzo Ducale, sede di rappresentanza; Villa Bottini; Villa Reale a Marlia) e Bagni di Lucca.

Tra le curiosità meno note che si possono trovare in mostra è questa Osteria e Locanda della Luna, che con le sue oltre 10 camere, sale, salette, 3 cantine, una grande stalla ed una posizione strategica nella zona di Porta San Pietro e in prossimità del palazzo del Governo, fu una delle attività che scomparvero, insieme all’intero isolato di fronte a Palazzo Ducale, che l’urbanista Elisa volle abbattere perché la sede del governo avesse una degno fronte facciata e una piazza alla francese, proprio come la vediamo oggi. Per contro i Lucchesi, ancora dolenti per quell’abbattimento, ancora oggi nel linguaggio comune la chiamino “piazza Grande” e non “piazza Napoleone”, come la Principessa volle, dedicando al fratello la statua centrale, che invece fu poi fatta sua da Maria Luisa di Borbone (fattezze attuali).

Riguardo l’abate Chelini

Quando si parla di Elisa e Lucca c’è sempre un nome che salta fuori prima di tutti, l’abate Jacopo Chelini.
Chi era costui?
Prete di casa presso i Sardini, una delle famiglie più in vista nella vecchia Repubblica, confessore delle monache di Santa Giustina, fu un fervente suonatore di viola, indimenticabili le sue parole sul concerto che Paganini tenne in San Martino nel 1801: «Si ebbe il poco riguardo di fare eseguire, caso del tutto nuovo, un concerto di violino da un tal Paganini Giacobino Genovese che era venuto alla musica subito dopo il Chirie eleison e questo concerto durò 28 minuti. Questo professore aveva una grande abilità ma non aveva né criterio né giudizio musicale. Imitava col violino il canto degli uccelli, i flauti, le trombe, i corni etc. di modo che il suo concerto terminò in opera buffa facendo ridere tutti nel tempo che restavano ammirati dell’abilità».
Fu un caustico censore e critico spietato del governo durante il Principato.

Copertina del secondo volume dello Zibaldone dell'abate Chelini - Archivio di Stato di Lucca

Copertina del secondo volume dello Zibaldone dell’abate Chelini – Archivio di Stato di Lucca

Personalità d’ingegno, vivace e arguto, raccolse le sue testimonianze nello Zibaldone un vasto diario, rimasto pressochè sconosciuto durante l’epopea napoleonica ma che risulta essere una delle principali fonti riguardanti il principato Bonaparte/Baciocchi.

Nelle sue pagine spesso risulta non propriamente imparziale essendo egli avverso sia agli ideali demagogici dei governi giacobini che alla restaurazione dell’ordine tramite un governo straniero.
Le sue osservazioni risultano acute e perspicaci, talvolta giuste e, seppure severe, permetteranno ai posteri di scoprire la realtà dei particolari di fatti ignoti, utili a ricostruire un periodo splendido nell’apparenza ma forse non sempre nella sostanza. Nonostante l’antipatia nutrita verso la principessa, ha il merito di aver narrato i fatti mantenendo una buona fede di fondo, cercando infine di difendere sempre la dignità della città di Lucca, in un periodo in cui rischiava di perdere la propria identità, dove vengono soppressi i conventi e che viene invasa a fasi alterne da francesi e austriaci che, citando Eugenio Lazzareschi “in una sola cosa vanno d’accordo, nel saccheggio e nella violenza”.

La pubblica assistenza durante il Principato

Sempre secondo il Lazzareschi, a Lucca, sotto il governo di Elisa, tutto fu rinnovato e modificato seguendo l’esempio francese: i codici di procedura civile e penale, il nuovo catasto, il sistema metrico decimale e la monetazione.

Lucca, foto aerea

Tuttavia ció che contraddistinse il governo della principessa nelle opere pubbliche fu da sempre l’assistenza per meno fortunati. Orfani, infermi e lattanti trovarono cure e assistenza presso l’ospedale di S.Luca, la vaccinazione divenne obbligatoria, un ospizio per invalidi fu istituito presso il convento di S.Francesco e nel chiostro di S.Giustina fu creato un convitto per fanciulle povere dove ricevevano un’educazione cristiana e imparavano un lavoro. Si crearono commissioni civili con lo scopo di indagare e soccorrere le famiglie indigenti con donazioni segrete, la disoccupazione divenne pressoché nulla.

In queste opere Elisa era affiancata da Gregorio Minutoli, consigliere di Stato e senatore del principato.

La principessa si impegnò al risanamento morale dei carcerati promuovendo la loro istruzione. I colpevoli condannati furono separati dai detenuti per semplice accusa, i criminali furono divisi in base alla gravitá dei delitti e gli adulti separati dai minorenni. Le due prigioni del Sasso e la torre del Palazzo furono demolite, il nuovo carcere divenne il convento di San Giorgio, al tempo abitato dalle monache domenicane e tuttora penitenziario.

Gli edifici presenti davanti a palazzo Ducale prima della costruzione di p.zza Napoleone

Elisa e la scuola

Secondo Eugenio Lazzareschi, fu nell’istruzione pubblica che Elisa Baciocchi eccelse nelle sue doti di sovrana. Sull’esempio del collegio di Saint Cyr, nel quale lei stessa fu educata, fondò a Lucca un educandato per fanciulle di buona famiglia nell’ex convento di San Domenico, mettendovi a capo la sua dama d’onore Rosa Trebiliani, mentre affidò l’istruzione a severe maestre francesi che presero il nome di Canonichesse. Nell’ex convento di San Nicolao, invece, la principessa aprì un educandato più modesto per le fanciulle povere la cui direzione fu affidata alla suore di S.Felice.

Non da meno fu l’opera educativa svolta in favore della gioventù maschile. Per quest’ultima Elisa istituì un convitto, il Collegio Felice a S.Frediano, portonedove l’istruzione primaria e secondaria era impartita da un organico di eccellenze nelle discipline letterarie, scientifiche, nelle belle arti e nelle lingue straniere. Tale fu la fama del Collegio Felice che vi giunsero studenti da tutta Europa e persino dall’America permettendo a questa istituzione di durare fino al XX secolo. Nel Chiostro dei Canonici Lateranensi, soppressi nel 1780, furono istituite le Scuole Superiori dell’Università cui fu unita la Facoltà di Medicina e Chirurgia all’Ospedale di S.Luca.

Il Real Collegio, già Collegio Felice

Il Real Collegio, già Collegio Felice

Scuole che convergeranno nel 1919 nel Reale Liceo Universitario di Lucca.

In seguito al decreto del 28 novembre 1805, che disciplinò tutta la pubblica istruzione, anche le scuole secondarie vennero riformate e l’istruzione elementare fu diffusa in ogni comune di campagna, affidandola a maestri e maestre con una paga di 100 franchi annui più un alloggio gratuito presso la scuola del Comune oltre ad un piccolo onorario che potevano esigere dagli alunni. Gli insegnanti delle scuole secondarie invece erano retribuiti con uno stipendio che oscillava tra le 900 e le 1050 lire l’anno mentre 1320 lire era la paga annua di un professore universitario. Elisa istituì anche delle borse di studio all’estero, rivolte ai giovani più talentuosi e meritevoli d’incoraggiamento, usanza questa che continuerà anche sotto i Borboni.