Boccherini, Mendelssohn e i Bonaparte: domenica 28 maggio a Lucca due eventi a ingresso libero

Si celebra domenica 28 maggio 2017 la terza edizione dell’Omaggio a Luigi Boccherini, ricorrenza della morte del compositore avvenuta a Madrid il 28 maggio 1805. Sono due gli eventi a ingresso libero organizzati dal Centro studi Luigi Boccherini in collaborazione con l’associazione “Napoleone ed Elisa: da Parigi alla Toscana” e l’Istituto Superiore di Studi Musicali “Luigi Boccherini”.

Il programma inizia alle 17 nella Chiesa di San Francesco (piazza San Francesco, Lucca) con un evento dedicato in particolare al rapporto fra il compositore lucchese e la famiglia Bonaparte.
In apertura, “Luigi Boccherini, La bona notte” eseguita da Dawon Ghang e Tomaso Bruno violini (a cura dell’Istituto Superiore di Studi musicali «Luigi Boccherini»); a seguire, l’esecuzione del Fandango scritto da Boccherini durante il periodo in cui era a Madrid.
Romina Pidone e Alessandro Ciardini, danzatori, daranno corpo alla musica eseguita dal Quintetto dell’orchestra Sinfonica Florentia con Kevin Mucaj al violino primo, Neri Nencini al violino secondo, Khulan Ganzorig alla viola, Stefano Aiolli al violoncello e Luca Scofano alla chitarra. Gli interventi introduttivi sono a cura di Gabriella Biagi Ravenni (Università di Pisa – Centro studi Luigi Boccherini) e Velia Gini Bartoli (associazione “Napoleone ed Elisa: da Parigi alla Toscana”). Gli abiti dei danzatori sono stati appositamente realizzati da Margarita Martinez, organizzatrice di eventi napoleonici a livello internazionale.

“Questa iniziativa si inserisce fra quelle che abbiamo voluto per ricordare i duecento anni dell’avvicendarsi di Maria Luisa di Borbone a Elisa Bonaparte al governo della città – è il commento di Roberta Martinelli, presidente dell’associazione ‘Napoleone e Elisa: da Parigi alla Toscana’ -. Boccherini ebbe rapporti con la famiglia Bonaparte durante la sua permanenza a Madrid: nel 1801 Napoleone inviò infatti il fratello Luciano in Spagna per concludere un accordo diplomatico (trattato di Aranjuez) con Carlo IV in funzione della nascita del Regno di Etruria. In questo periodo Boccherini, che aveva un legame stretto con la famiglia Bonaparte, fu sostenuto per due anni nel suo lavoro di compositore”.

La giornata si conclude alle 21 all’auditorium dell’Istituto Superiore di Studi musicali «Luigi Boccherini» (piazza del Suffragio, Lucca), con il concerto “Boccherini ‘parruccone’” organizzato dal Centro Studi Luigi Boccherini in collaborazione con l’Istituto e con l’accademia Nazionale di Santa Cecilia. In programma musiche di Boccherini e Mendelssohn eseguite dai Solisti dell’accademia Nazionale di Santa Cecilia Matteo Bovo (violino), Francesco Marini (violoncello), Stefano Ruiz De Ballesteros (pianoforte). Intervento introduttivo a cura di Marco Mangani (Università di Ferrara – Centro studi Luigi Boccherini).

Ingresso libero fino ad esaurimento posti. Per informazioni: Centro studi Luigi Boccherini | telefono 0583 469225, centrostudi@luigiboccherini.it , www.luigiboccherini.it

 

Nota sul Fandango
“Il Fandango – spiega l’insegnante di danza Romina Pidone – è uno dei più suggestivi balli di corteggiamento. La sua origine è incerta. Secondo alcune fonti, sarebbe stato introdotto in Spagna dai Mori, mentre nel Diccionario de Autoritades, all’inizio del 1700, se ne parla come baile importato dal Sudamerica. La cosa certa è che la sua fama in Spagna inizia nel secolo XVII nelle varie forme di rondena, malaguena, castellana, murciana etc.. e che, nel 1723, compare come ballo nell’intermezzo (entremés) della commedia teatrale Novio de la aldeada. I viaggiatori che attraversano la Spagna tra il XVII e XVIII esportano l’immagine di lussuria e passionalità proprie delle forme di spettacolo iberiche. Tale immagine, soprattutto nell’ultima decade del ‘700, non era gradita dalla monarchia e dal clero spagnoli impegnati ad arginare le testimonianze di questi “curiosi impertinenti” attraverso un genere di spettacolo molto casto (casticistas). Nonostante tutto, i ritmi passionali del fandango e di altri baile, verranno esportati e influenzeranno le coreografie dei grandi balletti ottocenteschi. Questa moda per tutto quanto era spagnolo, risvegliata dalle guerre napoleoniche, durerà all’incirca fino alla prima decade del 1800.
Nell’ultimo ventennio del 1700 la danza, con i suoi ritmi più popolari che riscuotono grande successo insieme agli entremes comici nelle commedie teatrali, inizia a subire una stilizzazione delle forme divenendo danza colta e prendendo il nome di “Escuela Bolera”. Così, molti balli spagnoli, tra cui il fandango, si ornano di passi di tecnica classica accademica, mantenendo però lo stile iberico con il caratteristico movimento delle braccia, le inclinazioni della testa, le tipiche torsioni del busto e con l’accompagnamento delle nacchere”.

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