“…e penso a te. Storie di sentimenti e fedeltà ad Asnières-sur-Seine”

Storie di cani e padroni. Che non si lasciano mai. Sono tutte raccolte nel grande cimitero monumentale di Asnières-Sur-Seine, a pochi chilometri da Parigi, il primo al mondo ad aver raccolto le spoglie di animali da compagnia. Ricchi e poveri, personaggi dello spettacolo e comuni quadrupedi, semplici cittadini ed eroi di guerra. Ma ciascuno il più bello del mondo, per il rispettivo padrone. A scovarlo, sulle tracce degli studi dedicati a Napoleone ed alla sua Grande Armata, l’associazione “Napoleone ed Elisa: da Parigi alla Toscana”, che domenica 4 ottobre alle 17 nella sala Mario Tobino di Palazzo Ducale (Cortile Carrara, 1 – Lucca), presenta “…e penso a te. Storie di sentimenti e fedeltà ad Asnières-sur-Seine (Parigi) 1899-2015”, relatrice Velia Gini Bartoli.

Ingresso al cimitero di Asnières

Ingresso al cimitero di Asnières

Si tratta di un incontro del tutto speciale, aperto a bipedi e quadrupedi, nato in seguito al grandissimo apprezzamento e interesse per “Soldati a 4 zampe”, la serata tenuta sempre da Velia Gini e Simonetta Giurlani Pardini nell’ambito delle conversazioni napoleoniche estive del 2014.

Grazie infatti al progetto di studi in archivi italiani e francesi su materiali inediti “Da Parigi alla Toscana: il gusto di vivere al tempo di Napoleone e Elisa”, sostenuto dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca con il patrocinio del Comune di Lucca e in collaborazione con la Provincia di Lucca, l’associazione ha potuto seguire le impronte di Moustache, medaglia d’oro al valor militare nelle campagne napoleoniche, sino al luogo in cui tutt’oggi riposa: il cimitero monumentale di Asnières.

Voluto dalla giornalista Marguerite Durand, direttrice del giornale “La Fronde” e costruito nel 1899, qui riposano cani famosi come attori, tra cui due Rin Tin Tin, cavalli, una giraffa, alcune scimmie (“Arrivederci piccola: sei stata la gioia della mia vita”, è la dedica allo scimpanzé Kiki), tartarughe, pappagalli, montoni, criceti, conigli, uccelli, piccioni, una volpe del deserto e persino una gallina (“Alla mia Cocotte affezionata… Non sarai mai dimenticata”, le scrive la sua maitresse nel 1922). C’è il cane di Alexandre Dumas, di Camille Saint-Saëns, della regina di Ungheria e di altri personaggi noti.

Marguerite Durand con la sua leonessa

Marguerite Durand con la sua leonessa

Molte sono le tombe di animali famosi e di animali di persone famose, prìncipi, re e regine – racconta Velia Gini Bartoli – ma anche di animali domestici anonimi che i loro proprietari hanno voluto ricordare in segno di un gallinaaffetto che si proietta ben oltre la loro morte. In alcuni casi i patronimici fanno commuovere, in altri fanno sorridere, così come i diversi ‘monumenti’ derivati da culture e gusti molto diversi ma tutti, indistintamente, espressione di sentimenti e legami fortissimi che impongono rispetto. In alcune tombe, monumentali, singole o multiple, sono ritratti anche animali con i loro proprietari”. 

Ma il primo animale ad essere sepolto lì, non fu esattamente un cane. Piuttosto un gatto di grandi dimensioni. Una leonessa, per la precisione. La sua padrona non era proprio una signora qualunque. Si chiamava Marguerite Durand ed era femminista, giornalista e direttrice del giornale “La Fronde”, giornale progressista. Era il 1899 e Madame, con la società anonima “Amici del cimitero degli animali”, acquistò un grande appezzamento lungo la senna dove seppellire la sua “Tigre” (questo il nome della leonessa). Era un posto tranquillo, verde e pieno di luce, scelto anche dagli impressionisti per dipingere en plein air.

Si arricchì nei decenni successivi di giardini e monumenti molto importanti, realizzati da altrettanto importanti artisti parigini tra cui l’architetto Eugène Petit, che fece il portale d’ingresso in pieno stile Art Nouveau.

In pochi anni, il cimitero si riempì, segno che di quel luogo, di quella funzione, i padroni, più dei cani, avevano un gran bisogno.

Oggi sono decine di migliaia gli animali che lì trovano sepoltura (nel 1958 fu accolto il 40millesimo, un randagio che andò a morire lì, cui venne dedicata una lapide). Tra di loro, ben due Rin Tin Tin. Il primo, oltre ad essere un eroe del cinema fu un eroe di guerra: il suo padrone lo aveva trovato cucciolo in trincea nel 1918. Alla fine della Grande Guerra, lo portò in America, dove divenne famoso a Hollywood, ma per seppellirlo, volle riportarlo a Parigi. Il secondo, è il pastore tedesco protagonista dei telefilm degli anni Sessanta.

Quanto ai monumenti, il primo che la Società anonima fece erigere, nel 1900, fu quello di Barry I° dell’ospizio del Gran San Bernardo, il cane leggendario che salvò molte vite soprattutto dei soldati dell’esercito napoleonico. Accanto a lui una targa commemorativa che ricorda l’ancora più famoso Moustache, fedele accompagnatore dei cacciatori a piedi della Guardia napoleonica.

È del 1912 il monumento alla memoria dei cani della polizia morti in servizio, tra cui Dora, Mira e Turc: non solo agenti decorati a pieno titolo ma anche star nella propaganda della nuova scuola di addestramento di cani da trincea e salvataggio di Asnières, che tanta parte hanno avuto durante la prima guerra mondiale, chi per salvare uomini, chi per stare in trincea, chi per fare da staffetta. E a tutti i cani che sono rimasti a fianco dell’uomo in questa orribile vicenda è dedicato un commovente, dolcissimo monumento, quello alla mascotte Mémère, che li racconta tutti. Ai suoi piedi oggi riposano anche Dora, Mira e Turc.

Ce n’è una, specialissima, dedicata a Tipsy, una canina sepolta nel 2003, dalla proprietaria miliardaria americana, con un piccolo collare di diamanti del valore di 9mila euro. La tomba fu profanata ma oggi, dopo inchieste della polizia, campagne mediatiche e restauro della tomba, la barboncina riposa in pace con un collare senza pretese.

Tomba di Tipsy

Tomba di Tipsy

Nel cimitero sono accolti anche cani e gatti “poveri”, le cui sepolture sono mantenute dai ricavati delle vendite dei loculi di quelli ricchi. Esattamente come la tomba del gatto Mimì, fatta apposta perché sotto la sua edicola possano rifugiarsi i suoi simili.

Oggi, il cimitero di Asnières è proprietà della Municipalità cittadina e bene tutelato dallo Stato. Nel 1987 infatti, la Società anonima che non riusciva più a far fronte alla gestione, decise di chiuderlo. Ma la decisione suscitò grande emozione e la città di Asnières progettò un piano per mantenerlo in attività. Lo stesso anno il cimitero venne infatti classificato tra i monumenti storici, artistici e “leggendari” di Parigi. Nel 2001 è stato completato il restauro dei giardini e realizzato un gattile che ospita una colonia numerosa.

La grandezza di una nazione e il suo progresso morale si possono giudicare dal modo in cui tratta gli animali”.

M. K. “Mahatma” Gandhi

One thought on ““…e penso a te. Storie di sentimenti e fedeltà ad Asnières-sur-Seine”

  1. Grazie per l’intressante articolo che incontra anche l’interesse di un popolo di cinofili tutt’altro che trascurabile. Il compagno animale è per l’uomo la sua immaginee somiglainza, è curioso notare quanto dìci sia assonnanza fisica e spesso anche psicologica tra proprietario e il suo animale. Avendo recentemente visitato al villa Reale di Lucca e quanto questa sia dimensionata per essere vissuta insieme agli animali, ci aiuta a pensare a una architettura non destinata solo ad esser un ruvido dormitorio ma piuttosto uh piacevole sistema di vita. Un connubio tra il costruito e l’unìmanità che penso debba essere ritrovato.

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