A Waterloo… in carrozza!

Un argomento singolare quello con cui ieri, lunedì 17 agosto si è aperta la nona edizione delle Conversazioni Napoleoniche, il tradizionale appuntamento estivo dell’agosto culturale lucchese che si svolge nell’ambito del progetto Da Parigi a Lucca: il gusto di vivere al tempo di Napoleone e Elisa, ideato da Roberta Martinelli con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca e della Fondazione Livorno.

Come era solito viaggiare l’Imperatore e cosa ne fu del suo mezzo dopo la sconfitta?

Progettista, inventore, stratega, Napoleone non poteva che avere un mezzo di trasporto all’altezza delle sue esigenze.

Tanto che, comme d’habitude, lo progettò lui stesso, facendolo eseguire dal suo carrozziere Paul Getting.

Non era una semplice carrozza, ma un mezzo versatile, funzionale, a rapida ed altissima trasformabilità, proprio come le imbarcazioni veloci di oggi.

È infatti a modello di quella carrozza che esse, negli anni Settanta del Novecento, iniziarono ad essere progettate: mobili che si trasformano a seconda dell’uso e che restano sempre compatti, una rete sopra la testa per tenere le carte, letto e tavolo a scomparsa, libri editi in versione pocket da leggere grazie alla lampada presente sul cocchio, per risparmiare spazio ed olio.La carrozza di Napoleone a Londra

Un mezzo con ogni comfort e lusso, soprattutto per la scelta dei materiali di grande qualità, ma anche leggero per potersi muovere velocemente sul campo.

Dentro, diversi oggetti, dal nécessaire per i denti al burnus rosso comprato durante la campagna in Egitto, dal quale non si separa mai, stoviglie e candelabri raffinati per poter ospitare nella sua berlina personalità di rilievo durante i viaggi, tutti sistemati in modo da poter essere trasportati senza danni, e infine il suo bidet de campagne in argento e mogano, attualmente conservato al Museo nazionale di Fountainebleau.

Questi capolavori “in miniatura” danno l’opportunità di scoprire lo spirito d’innovazione del tempo, le capacità tecniche e il senso estetico di artigiani come l’orafo ebanista Biennais e orologiaio di genio, Breguet, che determinerà una svolta nella storia dell’orologeria con le sue invenzioni e innovazioni come la creazione del primo orologio da polso al mondo realizzato per Carolina Bonaparte nel 1812.

Cosa ne fu di tutto questo?

Nonostante l’iconografia legata a Waterloo ritragga, al momento della sconfitta, Napoleone che esce dalla sua carrozza, in realtà in quel momento egli era già lontano.La cattura di Napoleone

La carrozza passerà di mano in mano, per finire nel 1816 a Londra nelle mani di William Bullock, dove diverrà la principale attrazione per 220.000 visitatori inglesi curiosi di vedere come viveva il Grande Sconfitto.

 

One thought on “A Waterloo… in carrozza!

  1. un ringraziamento agli organizzatori per gli argomenti trattati anche la seconda sera che sono daavvero originali. Un arrivederci alle prossime manifestazioni.

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