Tre donne lucchesi nella Grande Storia

Sabato 28 febbraio alle 16,30 nella sede dell’Archivio di Stato di Lucca (piazza Guidiccioni, 8), l’Archivio di Stato di Lucca e l’Associazione “Napoleone ed Elisa: da Parigi alla Toscana”, in collaborazione con il Mibact, la Provincia di Lucca, il Real Collegio e con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca e di privati, organizzano un pomeriggio napoleonico affidato alla conduzione del giornalista e conduttore televisivo Paolo Del Debbio. Per il pubblico lucchese l’incontro riserva più di una sorpresa. Saranno infatti le testimonianze di tre donne lucchesi a fornire particolari inediti della avventurosa partenza di Napoleone dall’Elba nella notte del 26 febbraio 1815.

Galerie du Palais Royal, Paris

“Con la partenza dall’Elba – spiega Roberta Martinelli, già direttore del Museo nazionale delle Residenze napoleoniche dell’isola d’Elba – Napoleone compie con successo una delle azioni più audaci e spericolate di tutta la sua vita. Informato da inglesi amici e dai suoi ‘spioni’ personali che il congresso di Vienna tramava di mandarlo a Sant’Elena, Napoleone decise di giocarsi il tutto per tutto. E anche in questo caso, audacia e fortuna si coalizzarono. Napoleone riuscì infatti a passare con una sua flotta di sette navi attraverso uno stretto corridoio libero tra le imbarcazioni francesi che presidiavano la Corsica, e ad evitare la rotta della nave inglese con la quale Sir Campbell, l’addetto inglese alla sua persona, da Livorno stava rientrando all’Elba. A rendere ancor più avventuroso il viaggio di Napoleone ci fu l’incontro con una nave del Re di Francia che si accostò alla sua: i due comandanti si scambiarono i convenevoli di rito e poi si salutarono. Non ci fu nessun controllo, rendendo così inutile il ricorso ai cannoni che Napoleone aveva predisposto. Altre circostanze avrebbero potuto fermare l’Imperatore: la sua nave ammiraglia aveva subito grandi danni in seguito ad un naufragio nel mese di gennaio, e si parlò anche di un tradimento del comandante che venne sostituito; la rete di spie presenti all’Elba non si accorse dei preparativi e del concentramento di sette imbarcazioni a Portoferraio; nessuno segnalò che Napoleone aveva fatto dipingere in tutta fretta la sua imbarcazione con i colori della marina inglese, tanto che praticamente partì con la vernice ancora fresca; nello stesso momento in cui la polizia interrogava le donne a Piombino, alle 8 di mattina del 27 febbraio, Napoleone per mancanza di vento era ancora vicino a Portoferraio e sua madre, affacciata su terrazzo, riusciva a vedere le imbarcazioni. Nonostante tutto ciò, ce la fece”. L’incontro, che rientra nell’ambito del progetto “Da Parigi alla Toscana”, sarà coordinato conduttore televisivo Paolo Del Debbio, mentre sarà Gabriele Paolini, dell’Università di Firenze, a riferire le vicende degli ultimi giorni di Napoleone all’Elba utilizzando proprio le testimonianze rese da tre donne lucchesi alla Polizia di Piombino. Imbarcate nel cuore della notte a Portoferraio una volta raggiunta Piombino saranno fermate dalla Polizia che vorrà sapere da loro quello che hanno visto  in quella notte all’Elba. Queste tre donne lucchesi, Tonina Simi di 34 anni, Anna Papini di 55 anni e sua figlia Teresa di 20 anni, a loro insaputa erano state coinvolte nella Grande Storia al punto da risultare testimoni oculari dell’inizio di una vicenda che poteva cambiare il corso dell’Europa. Grazie alle indagini sul Censimento della popolazione lucchese deciso da Elisa nel 1809, importante documento conservato all’Archivio di Stato, è stato possibile risalire all’identità di due di queste tre donne: Anna e Teresa  Papini. Originarie della parrocchia di San Frediano, si erano trasferite all’Elba per esercitare il “mestiere femminile”. La giovane Teresa risulta essere stata in intima amicizia con Jean Baptiste Antoine Lamourette, comandante della Piazza di Portoferraio. Sarà proprio lui, contravvenendo alle rigide disposizioni impartite da Napoleone che vietavano qualunque movimento nel porto, ad organizzare la partenza delle tre donne. A completare il quadro della presenza lucchese nella fatidica notte della partenza di Napoleone dall’Elba entra anche la vicenda di Giovanni Landucci. Conosciuto come il “mercante d’olio”, era in effetti un agente al servizio dei Francesi che controllavano le mosse di Napoleone. Per intenderci era una spia, una delle tante che in quel periodo agitato bazzicava l’isola d’Elba. Invano cercherà di informare  il console francese di Livorno, Mariotti, dei preparativi di Napoleone. Il blocco navale impedirà ai suoi dispacci di lasciare l’Elba. L’incontro si concluderà con l’intervento di Bernard Chevallier, direttore onorario del Musée Nationaux de Malmaison et Bois-Préau e uno dei massimi esperti mondiali del periodo napoleonico. A lui il compito di presentare un oggetto personale che Napoleone dimenticò nel suo appartamento privato ai Mulini al momento della sua partenza dall’Elba.

 

 

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