Soldati a 4 zampe: nati con e senza la camicia

Al mondo ci sono Cani e cani. Quelli con e quelli senza la nota camicia. Cosa c’entrano con Napoleone, la sua Grande Armée e le sue due mogli? Molto più di quanto si possa immaginare.

Ecco le storie che potrebbero raccontare, se avessero il dono della parola.

Inizia lunedì 18 agosto l’ottava edizione delle ormai tradizionali conversazioni napoleoniche che si tengono nel chiostro di San Micheletto (Lucca), a ingresso libero, all’interno del progetto “Da Parigi a Lucca: il gusto di vivere al tempo di Napoleone e Elisa”, ideato da Roberta Martinelli e realizzato con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca e della Fondazione di Livorno, con la collaborazione del Comune di Lucca e della Provincia di Lucca e del Cineforum Cinit Ezechiele 25,17.

A partire dalle 21,30, alternandosi sul palco, Velia Gini Bartoli e Simonetta Giurlani Pardini parleranno di “Soldati a 4 zampe: nati con e senza la camicia”.

Nella prima parte della serata saranno protagonisti i cani che seguono i tamburi, cani che seguono i padroni (sino alla tomba), cani che combattono al fianco dei propri umani, cani in guerra.  Anche tra i soldati di Napoleone infatti, i cani hanno fatto la loro parte alla conquista del mondo e della gloria.

Moustache, un barbone nero presente a Marengo cui fu riconosciuto il merito di aver scoperto una spia austriaca salvando il distaccamento della sua compagnia da un attacco a sorpresa e che ad Austerlitz si rese protagonista di un altro avvenimento: un portabandiera francese fu ferito a morte e circondato dai nemici; egli, morente, tentò di proteggere la bandiera napoleonica avvolgendosela intorno al corpo.

Moustache

Moustache

Moustache  riuscì a riportare la bandiera dietro alle linee amiche.

Per non parlare di Moffino, che si perse nella confusione durante la battaglia della Beresina ma che seguì le tracce dell’esercito napoleonico per molte migliaia di miglia fino a ricongiungersi col suo padrone a Milano, un anno più tardi.

Tra di loro, alcuni sono stati insigniti della medaglia d’oro al valor militare.

Nella seconda parte si parla di altri cani che, invece, nati con la camicia, talvolta veri e propri status symbol, sedevano nei salotti: oggetto di cure, attenzioni e vizi delle loro signore, simboli di potere e nobiltà d’animo (e di ceto), importanti come Fortunè, il carlino di Giuseppina che impediva l’accesso dell’Imperatore alla camera della moglie, o i compagni della seconda consorte Maria Luisa.  Sempre inseparabili, anche nei ritratti.

Giuseppina e il suo carlino Fortunè

Giuseppina e il suo carlino Fortunè

Una serata dedicata al mondo visto dai quattro zampe in base a documenti, libri, quadri e medaglie.

Ovviamente, aperta anche ai diretti interessati.

One thought on “Soldati a 4 zampe: nati con e senza la camicia

  1. Complimenti! Ho trovato questa prima conversazione del 2014 molto divertente e appassionante, brave le due relatrici con solo un appunto da fare alla Signora Gini Bartoli:
    l’appellativo Grognard si riferisce storicamente ai veterani della Vecchia Guardia, i granatieri, altrimenti detti: i vecchi (soldati) della vecchia (Guardia) e non a tutti i fanti della Grande Armata. Quando poi, lodando uno degli eroici cani sotto i riflettori, la signora ha sottolineato “anche il cane marciava come un vero Grognard, senza brontolare…” si è dimenticata che Grognard viene tradotto in italiano come Brontolone, questo senza nulla togliere a una serata piacevole che spero si ripeterà questa sera.

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