Napoleone e il suo tempo: fra cani, film epici e intrighi internazionali

Tornano anche quest’anno le conversazioni estive del progetto “Da Parigi a Lucca: il gusto di vivere al tempo di Napoleone e Elisa”, evento ormai consolidato dell’estate lucchese che ricade nel più ampio progetto “Da Parigi alla Toscana: il gusto di vivere al tempo di Napoleone e Elisa”, ideato da Roberta Martinelli con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca e della Fondazione di Livorno, con la collaborazione del Comune di Lucca e della Provincia di Lucca.

Le tre serate a ingresso libero sveleranno particolari poco noti della vicenda umana, storica e talvolta epica dell’Imperatore, che più di molti altri continua a farsi amare o odiare, e le cui innovazioni segnano tutt’oggi profondamente anche la vita moderna.

Torna per il secondo anno, in questa ottava edizione, la collaborazione con il Cineforum Cinit Ezechiele 25,17, uno dei riferimenti culturali a livello provinciale per il cinema, che grazie ad uno dei suoi esperti darà una suggestiva lettura dell’Imperatore in chiave cinematografica, trasformando per una sera San Micheletto in un cineforum all’aperto.

Lunedì 18 agosto ore 21,30 “Soldati a 4 zampe: nati con e senza la camicia”, di Velia Gini Bartoli e Simonetta Giurlani Pardini.

Cani che seguono tamburi; cani che seguono i padroni (sino alla tomba); cani che combattono al fianco dei propri umani; cani in guerra: mascottes, soldati, guardie notturne, ausilio nel soccorso, trambusto in cambusa, consolazione nella disperazione. Anche tra i soldati di Napoleone, i cani hanno fatto la loro parte alla conquista del mondo e della gloria. Moffino, Moustache, Tofino… Tra di loro, alcuni sono stati insigniti della medaglia d’oro al valor militare.

Jean-Baptiste Oudry: Le Sérail du Doguin, 1734

Jean-Baptiste Oudry: Le Sérail du Doguin, 1734

Altri invece, nati con la camicia, talvolta veri e propri status symbol, sedevano nei salotti: oggetto di cure, attenzioni e vizi delle loro signore, simboli di potere e nobiltà d’animo (e di ceto), importanti come Fortune, il carlino di Giuseppina che impediva l’accesso dell’Imperatore alla camera della moglie, o i compagni della seconda consorte Maria Luisa. Sempre inseparabili, anche nei ritratti.
Di entrambi i generi (di cani) e della storia che li accomuna e li scopre simbolo di quel tempo, si parlerà in questa serata: è il mondo visto dai quattro zampe in base a documenti, libri, quadri e medaglie, di come seppero e sanno stare al fianco dell’umano che scelgono come compagno, nella buona e nella cattiva sorte, in battaglia o in poltrona, per sempre.

Martedì 19 agosto ore 21,30 “Intrigo internazionale a Sant’Elena. Un governatore, un medico e l’Imperatore”, di Peter Hicks, docente universitario di storia, storico e responsabile delle relazioni internazionali della Fondation Napoléon di Parigi.

Chi era Barry Edward O’Meara? Un medico irlandese.

Non uno qualunque, ma colui che curò l’Empereur sull’isola di Sant’Elena dall’agosto 1815 al luglio 1818, tre anni prima della sua morte. A quella non poté infatti assistere: fu cacciato prima.

Perché? Il governatore inglese dell’isola, Sir Hudson Lowe, lo riteneva troppo, pericolosamente, vicino al prigioniero. Il dottore, dal canto suo, ebbe a dire che il governatore gli aveva chiesto di accorciare i giorni del prigioniero, ritenuto troppo costoso ed ingombrante.

Barry Edward O'Meara

Barry Edward O’Meara

Chi aveva ragione? La stampa all’epoca si divise tra governativi e liberali, e ancora oggi, quel dibattito non si è ancora estinto, anche se spostato sul piano storico. Il professore inglese cercherà di fare luce su uno dei tanti nodi che legano la storia inglese a quella francese ed a quella europea e mondiale. Sullo sfondo, il tramonto di uno dei più grandi leader che la Storia abbia annoverato. E la sua, forse prematura (?), scomparsa.

Mercoledì 20 agosto ore 21,30, “Un regista alle prese con Napoleone. Abel Gance e il suo film leggendario”, di Pier Dario Marzi, grazie alla collaborazione con il Cineforum Cinit Ezechiele 25,17.

“Napoleon” di Abel Gance non è soltanto un film, non è semplicemente un progetto cinematografico ambizioso: è qualcosa di più, che la storia del Cinema ancora ci consegna con i misteri e le leggende che ammantano ogni opera d’arte inimitabile che si rispetti. Per questo, l’ultima serata delle conversazioni si sofferma sulla genesi di questo capolavoro, indagando il rapporto tra il celebre regista, la sua visione e il mito di Napoleone, tanto grande che nell’impresa di un film su di lui si cimentò anche Kubrik, fallendo.

Abel Gance - scena da Napoléon

Abel Gance – scena da Napoléon

Gance è forse rimasto vittima del suo titanismo e della sua volontà di realizzare qualcosa di veramente memorabile, ma la sola avventura realizzativa di Napoleon merita di essere conosciuta con lo spirito con cui si affronta la trama di un romanzo che ha fatto la storia della letteratura. Questa serata dedicata al film francese del 1927 vuole ripercorrere tra scene, sequenze e aneddoti, questa Odissea organizzativa che ha portato alla realizzazione di uno dei pilastri della Settima Arte.

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