L’inventario di Elisa

L’Inventario generale dei Mobili  esistenti nel Palazzo Pubblico di Lucca fu redatto tra il 14 e il 29 novembre 1814, otto mesi dopo la partenza di Elisa Baciocchi da Lucca e rappresenta una testimonianza di estrema importanza per ricostruire l’aspetto del palazzo ducale  in età napoleonica..

Giunta a Lucca, Elisa andò ad abitare nel Palazzo Pubblico trasformandolo in una reggia.  Là dove per secoli avevano vissuto austere figure di notabili, viene a stabilirsi  una donna di 28 anni a capo di un esercito di ciambellani, ministri, dame di corte, militari della guardia, valletti, servi, cavalli, carrozze, armi e bandiere. E il vecchio palazzo trova una vita nuova, illuminato di notte da centinaia di candele, animato da feste e concerti. Tutti i napoleonidi nell’arredare i rispettivi palazzi si attennero rigidamente all’etichetta napoleonica che prevedeva una sequenza di ambienti fissa distinguendo le stanze destinate alla vita pubblica da quelle private. Elisa si sbizzarrì, mettendo a frutto il raffinato gusto parigino che le aveva consentito di commissionare arredi e suppellettili ai più abili artigiani della capitale. Ridefinire le stanze significò quindi commissionare grandi lavori a botteghe locali, far lavorare schiere di pittori, stuccatori, doratori, scalpellini, ebanisti e tappezzieri principalmente lucchesi, assoldati per restaurare e arredare il palazzo. L’inventario fornisce dati interessanti sui mobili, i quadri, il colore dei parati ma anche di scoprire alcuni ambienti finora poco noti, come il teatro, la cappella o le scuderie. Sono notevoli anche le informazioni riguardanti le porcellane, gli argenti, i rami e non mancano le curiosità, descrizioni di carrozze da viaggio e del “polaccone” , il veliero destinato alla corte e ormeggiato a Viareggio. L’inventario del Palazzo, riporta un elevatissimo numero di oggetti, ripartito in circa 3000 voci: di queste solo una percentuale molto bassa si riferisce ad arredi preesistenti, soprattutto sedie, poltrone, quadri e parati. L’allestimento documentato nell’inventario coincide fondamentalmente con quello voluto da Elisa, modificato in parte nel 1809, quando, divenuta Granduchessa di Toscana e trasferitasi a Firenze con la sua corte, portò con sé alcuni arredi. Molti oggetti furono condotti  a Lucca dalle altre residenze toscane nei mesi precedenti il marzo 1814 per volontà di Elisa, consapevole del declino dell’Impero e del fatto che  a breve anche lei avrebbe abbandonato il suo regno.

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