Una bandiera per l’Isola d’Elba

L’11 aprile 1814, venne concessa a Napoleone la sovranità della piccola Isola d’Elba, ai sensi dell’articolo III del trattato di Fontainebleau. Partito da Fontainebleau il 20 aprile per il sud della Francia, dopo un duro viaggio di sette giorni, Napoleone e il suo entourage giunsero a Frejus. Quando la fregata francese arrivò battendo bandiera borbonica, Napoleone si rifiutò di salire a bordo, preferendo salire a bordo della fregata inglese Undaunted piuttosto che partire sotto i vessilli di un re francese.

bandiera isola d'elba

Fu a bordo della Undaunted che Napoleone concepì la bandiera del nuovo stato sovrano dell’Isola Elba, basandosi sul vessillo dei Medici durante il dominio fiorentino sull’isola: una striscia bordeaux diagonale in campo bianco. Egli vi incorporò il suo emblema, tre api d’oro. Il sarto della nave rapidamente cucì due esemplari della nuova bandiera: uno da issare sui bastioni della fortezza per salutare il nuovo re e il secondo per la barca che lo avrebbe condotto a riva. Un’illustrazione dell’epoca della bandiera dell’Elba con le tre api su diagonale bordeaux in campo bianco era presente in una vignetta sulla copertina della guida Breve descrizione dell’ Isola d’Elba e del Comune di Porto Ferraio, pubblicata a Londra nel 1815. Una consistente raccolta di manufatti napoleonici fu effettuata dal principe Anatolio Demidoff in seguito al suo matrimonio con la figlia di Girolamo Bonaparte. Demidoff realizzò un museo in una delle residenze di Napoleone, a San Martino. La collezione fu poi dispersa dal nipote Paolo Demidoff durante un’asta a Firenze il 15 marzo 1880. Inclusa in questa vendita vi era una bandiera dell’Elba ma la sorte di questo oggetto è sconosciuta, i cimeli napoleonici del periodo elbano sono infatti molto rari. Un prezioso esemplare tuttora esistente di questo vessillo è stato venduto l’11 dicembre 2008 presso la casa d’aste Sotheby’s di New York ad un anonimo acquirente per la cifra di 80.00 dollari, mentre una grande bandiera di oltre 3 metri è tuttora conservata al Museo Nazionale delle Residenze Napoleoniche a Portoferraio e attualmente  in fase di restauro.

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