Principessa di stile

Fra le tante abitudini di Elisa aspramente criticate dall’abate Chelini, severo critico del regime della Principessa, spicca il suo lusso nel vestire, considerato eccessivo e oltremodo costoso. Elisa fece giungere da Parigi una modista che potesse confezionare abiti e accessori per lei e la sua corte, per essere sempre al passo con la moda d’oltralpe. La sarta, coadiuvata da un folto entourage di collaboratrici aveva anche il compito di confezionare le uniformi maschili per  le cariche della corte. In fatto di abbigliamento Elisa era assai esigente e pretendeva che i membri della corte, soprattutto le donne, indossassero sempre abiti nuovi, non mancava tuttavia di donare loro mantelli o stoffe preziose.

necessaire per cucito

Necessaire per cucito, Museo Malmaison

Il guardaroba era organizzato in modo ferreo e preciso e impiegava diverse lavoranti supervisionate da una maestra. Le figure più importanti erano: la ricamatrice che realizzava piccoli oggetti per gli abiti confezionati nell’atelier della sovrana e riparava i ricami rovinati; la fiorista che aveva il compito di realizzare i fiori da abbinare agli abiti o agli accessori e la cosiddetta voyager che aveva l’arduo compito di provvedere a tutti gli oggetti ritenuti indispensabili per i viaggi di Elisa. La maestra di guardaroba teneva un registro mensile di tutte le attività legate all’abbigliamento della sovrana, riparazioni, confezioni di biancheria, utilizzo di ori e sete e gli acquisti per il mese successivo.  La moda parigina giunse a Lucca soprattutto grazie ai cosiddetti “figurini” come ad esempio il Journal des dames et des modes, nato nel 1797 e diretto da Pierre de La Mésangére che Elisa faceva portare appositamente dalla Francia per essere sempre aggiornata.  Dopo la sua partenza furono ritrovati nel Palazzo Ducale numerosi abiti appartenuti alla Principessa che fornirono una testimonianza di quanto fosse elegante e raffinato il suo guardaroba e che Elisa non fu solo rispettosa dei dettami della moda francese, ma egli stessa dettò le nuove regole della moda lucchese.

scarpette da ballo

Scarpette da ballo, epoca Restaurazione, Manifattura fiorentina Ferdinando Ceri, Palazzo Pitti-Museo del Costume

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