L’Impero del Caffè

Giunto a Venezia nei primi anni del 600, il caffè si diffonderà rapidamente nel resto d’Europa. Nella prima metà del XVIII secolo ogni città aveva almeno una “coffee house”. L’iniziale diffidenza verso questa bevanda fu presto vinta, alla fine del 700 il caffè era simbolo per eccellenza del vivere aristocratico e nel XIX secolo divenne accessibile anche ai ceti inferiori. Vennero a crearsi luoghi appositi dove poter gustare la bevanda e scambiarsi idee, i cosiddetti “Caffè” che divennero per antonomasia luogo di diffusione di idee politiche, usi e costumi. Nei caffè si discuteva di filosofia e sempre nei caffè si progettavano le rivoluzioni.

Tra la fine del XVIII e l’inizio del XIX secolo a Lucca si contavano otto botteghe del caffè, tra cui ricordiamo il Buon Gusto, L’Italia e il Caffè di Luigi Lembi alla Pantera. Tali luoghi si fornirono presto anche di biliardi e tavoli da gioco per attirare la clientela. L’uso di servirlo a colazione come bevanda mattutina, mescolato al latte fu abbastanza tardivo, solitamente il caffellatte si beveva nel gouter, ovvero la merenda pomeridiana. Ai tempi di Elisa  l’atto di “prendere il caffè” aveva un ben preciso significato sociale che andava al di là del consumo e che stava nell’importanza dello status che accomunava coloro che potevano permetterselo. Il consumo del caffè richiedeva infatti un apposito servizio ed era regolato da tutta una serie di procedure, dal modo di disporre le posate a quello più corretto di maneggiare il cucchiaino, divenendo un vero e proprio rituale. In epoca napoleonica, presso le famiglie aristocratiche la colazione era servita a partire dalle otto del mattino e comprendeva un bricco di thè, caffè o cioccolata insieme ad un piccolo pane al latte detto  flute o a tartine di pane tostato.

Questa prima colazione era detta “a la tasse” alla tazza, per distinguerla da quella “a la forchette”  una via di mezzo tra il pranzo di mezzogiorno e il brunch dove si servivano carni e altre pietanze, abitudine questa nata a Parigi negli anni del Direttorio, ovviamente la bevanda di fine pasto sarà sempre il caffè. Nel Palazzo Ducale di Lucca nonché nelle altre residenze di Elisa, erano numerosi gli oggetti legati al consumo di caffè, dagli utensili per la tostatura e la macinatura ai preziosi serviti provenienti soprattutto da manifatture illustri come Sèvres e Ginori.

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