To run: Courir – Le lezioni d’inglese di Napoleone

Catturato dagli Inglesi dopo la sconfitta di Waterloo ed esiliato a Sant’Elena, remota isola dell’Atlantico, Napoleone utilizzò parte del tempo a sua disposizione per prendere lezioni d’inglese. «Qu’es qui étoit arrivé. What was it arrived»,«Combien étoint-ils. How many were they?», «To run. Courir», sono alcuni tra gli esempi delle prime lezioni dell’imperatore, vendute il 5 giugno 2011 a Fontainebleau dalla Maison Osenat. Costituiscono parte di tre lotti di documenti contenenti disegni originali, lettere e appunti scritte di suo pugno in francese e inglese. Valutati in tutto 93.125 euro sono stati acquistati dal Musée des Lettres et des Manuscrits di Parigi. Sul vascello diretto a Sant’Elena, Napoleone iniziò a studiare sotto la guida del conte di Las Cases, emigrato a Londra durante la rivoluzione, il quale gli diede le prime lezioni durante una sosta a Madeira nell’agosto 1815.

Le lezioni ripresero nel gennaio 1816 e nell’aprile dello stesso anno Napoleone era già in grado di esprimersi correttamente, come annoterà lo stesso Las Cases nel suo “Memoriale di Sant’Elena”, pubblicato nel 1823.

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26 Febbraio 1815, Napoleone lascia l’Isola d’Elba per tornare in Francia. Cenni riguardo lo sfondo del blog

Il  pittore francese Joseph Beaume (1796 – 1885)  è  l’autore del quadro Napoléon Ier quittant l’ile d’Elbe puor revenir en France, s’embarque dans le port de Portoferraio, 26 février 1815Il dipinto fu commissionato nel 1836 da Louis-Philippe D’Orléans per celebrare il mito napoleonico. Si tratta di un grande olio su tela che misura 164 cm di altezza per 275 cm di larghezza, conservato presso il Museo di Versailles. Questa scena corale raffigura Napoleone I in procinto di imbarcarsi per l’avventura dei Cento giorni.

La figura dell’Imperatore è al centro di tutta la scena circondato dai suoi generali tra cui Cambronne e Drouot. Il fedelissimo Henri Gatien Bertrand è raffigurato in piedi già sulla scialuppa che li porterà a bordo del brick lInconstante

Il dipinto, realizzato 21 anni dopo questo fondamentale episodio storico, descrive con estrema precisione il paesaggio elbano, la città di Portoferraio ed i suoi abitanti.