Napoleone. Storia di un Prometeo moderno.

Finale con sorpresa per le Conversazioni Napoleoniche 2014.Bertolucci e Lippi - N e Maria Walewska

Il nostro affezionatissimo pubblico delle serate, che anche per l’ultima ha riempito le poltrone all’aperto nel chiostro di San Micheletto, ha potuto assistere in anteprima alla presentazione di 8 minuti del documentario intitolato “Napoleone. Storia di un Prometeo moderno”, interpretato da Alessandro Bertolucci nei panni di N e da Giulia Lippi in quelli della sua amante, Maria Walewska.

I due attori, entrambi lucchesi, sono stati diretti da Maurizio Bernardi, che proprio nella serata conclusiva degli appuntamenti napoleonici ha presentato il lavoro al pubblico.

Alessandro Bertolucci as N sul Belvedere dei Mulini a Portoferraio

Una docufiction dedicata a Napoleone, una produzione lucchese destinata alla distribuzione nazionale, realizzata in occasione del bicentenario dell’arrivo dell’Imperatore all’Elba grazie al sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca.

Il documentario, della durata di 52 minuti, sarà presentato ad ottobre a Lucca nella sua versione completa. La voce narrante è di Diego Reggente, doppiatore, tra gli altri, di Al Pacino; all’interno si trovano tre interviste ad esperti di Napoleone ed Elisa Bonaparte: lo storico Luigi Mascilli Migliorini, la maggiore autorità italiana in ambito napoleonico, il direttore del Salone del Libro di Torino e scrittore Ernesto Ferrero e la studiosa e ideatrice del progetto “Da Parigi alla Toscana: il gusto del vivere al Tempo di Napoleone e Elisa”, Roberta Martinelli, già direttore dei Musei Nazionali dell’isola d’Elba.

Il progetto è stato sviluppato dall’associazione Chirone e la parte tecnica è stata curata da Infinity Blue.

Un regista alle prese con Napoleone. Abel Gance e il suo film leggendario

Un film epico, un’opera inimitabile, un regista caparbio quasi quanto Napoleone. Come poteva non dedicare il suo capolavoro all’intramontabile Imperatore? Cosa significa davvero quel film?

Abel Gance - scena da Napoléon

Abel Gance – scena da Napoléon

Si conclude questa sera  l’ottava edizione delle Conversazioni Napoleoniche, evento a ingresso libero che rientra nel progetto “Da Parigi a Lucca: il gusto di vivere al tempo di Napoleone e Elisa”, ideato da Roberta Martinelli e realizzato con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca e della Fondazione Livorno, con la collaborazione del Comune di Lucca e della Provincia di Lucca e del Cineforum Cinit Ezechiele 25,17.

Abel Gance - scena da Napoléon

Abel Gance – scena da Napoléon

“Napoleon” di Abel Gance non è soltanto un film, non è semplicemente un progetto cinematografico ambizioso: è qualcosa di più, che la storia del Cinema ancora ci consegna con i misteri e le leggende che ammantano ogni opera d’arte inimitabile che si rispetti. Per questo, l’ultima serata delle conversazioni si sofferma sulla genesi di questo capolavoro, indagando il rapporto tra il celebre regista, la sua visione e il mito di Napoleone, tanto grande che nell’impresa di un film su di lui si cimentò anche Kubrik, fallendo.

Gance è forse rimasto vittima del suo titanismo e della sua volontà di realizzare qualcosa di veramente memorabile, ma la sola avventura realizzativa di “Napoleon” merita di essere conosciuta con lo spirito con cui si affronta la trama di un romanzo che ha fatto la storia della letteratura. Questa serata dedicata al film francese del 1927 vuole ripercorrere tra scene, sequenze e aneddoti, questa Odissea organizzativa che ha portato alla realizzazione di uno dei pilastri della Settima Arte.

Intrigo internazionale a Sant’Elena. Un governatore, un medico e l’Imperatore

Un’isola (quasi) sperduta.

Un Governatore inglese incaricato di custodire un prigioniero decisamente scomodo.

Un medico, che il suddetto prigioniero scelse tra i pochi disponibili. Ma che mantenne fede alla sua promessa. Quale? E in favore di chi? Quel che avvenne a Sant’Elena, fa discutere ancora oggi.

Oggi martedì 19 agosto alle 21,30 nel Chiostro di San Micheletto (Lucca), il docente universitario di storia, storico e responsabile delle relazioni internazionali della Fondation Napoléon di Parigi, Peter Hicks, parla di “Intrigo internazionale a Sant’Elena. Un governatore, un medico e l’Imperatore” nell’ambito delle conversazioni napoleoniche, evento a ingresso libero che rientra nel progetto “Da Parigi a Lucca: il gusto di vivere al tempo di Napoleone e Elisa”, ideato da Roberta Martinelli e realizzato con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca e della Fondazione Livorno, con la collaborazione del Comune di Lucca e della Provincia di Lucca e del Cineforum Cinit Ezechiele 25,17.

Barry Edward O'Meara

Barry Edward O’Meara

Barry Edward O’Meara fu un medico irlandese. Non uno qualunque, ma colui che curò l’Empereur sull’isola di Sant’Elena dall’agosto 1815 al luglio 1818, tre anni prima della sua morte. A quella non poté infatti assistere: fu cacciato prima.

Perché? Il governatore inglese dell’isola, Sir Hudson Lowe, lo riteneva troppo, pericolosamente, vicino al prigioniero. Il dottore, dal canto suo, ebbe a dire che il governatore gli aveva chiesto di accorciare i giorni del prigioniero, ritenuto troppo costoso ed ingombrante.

Chi aveva ragione? La stampa all’epoca si divise tra governativi e liberali, e ancora oggi, quel dibattito non si è ancora estinto, anche se spostato sul piano storico. Il professore inglese cercherà di fare luce su uno dei tanti nodi che legano la storia inglese a quella francese ed a quella europea e mondiale. Sullo sfondo, il tramonto di uno dei più grandi leader che la Storia abbia annoverato. E la sua, forse prematura (?), scomparsa.

Soldati a 4 zampe: nati con e senza la camicia

Al mondo ci sono Cani e cani. Quelli con e quelli senza la nota camicia. Cosa c’entrano con Napoleone, la sua Grande Armée e le sue due mogli? Molto più di quanto si possa immaginare.

Ecco le storie che potrebbero raccontare, se avessero il dono della parola.

Inizia lunedì 18 agosto l’ottava edizione delle ormai tradizionali conversazioni napoleoniche che si tengono nel chiostro di San Micheletto (Lucca), a ingresso libero, all’interno del progetto “Da Parigi a Lucca: il gusto di vivere al tempo di Napoleone e Elisa”, ideato da Roberta Martinelli e realizzato con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca e della Fondazione di Livorno, con la collaborazione del Comune di Lucca e della Provincia di Lucca e del Cineforum Cinit Ezechiele 25,17.

A partire dalle 21,30, alternandosi sul palco, Velia Gini Bartoli e Simonetta Giurlani Pardini parleranno di “Soldati a 4 zampe: nati con e senza la camicia”.

Nella prima parte della serata saranno protagonisti i cani che seguono i tamburi, cani che seguono i padroni (sino alla tomba), cani che combattono al fianco dei propri umani, cani in guerra.  Anche tra i soldati di Napoleone infatti, i cani hanno fatto la loro parte alla conquista del mondo e della gloria.

Moustache, un barbone nero presente a Marengo cui fu riconosciuto il merito di aver scoperto una spia austriaca salvando il distaccamento della sua compagnia da un attacco a sorpresa e che ad Austerlitz si rese protagonista di un altro avvenimento: un portabandiera francese fu ferito a morte e circondato dai nemici; egli, morente, tentò di proteggere la bandiera napoleonica avvolgendosela intorno al corpo.

Moustache

Moustache

Moustache  riuscì a riportare la bandiera dietro alle linee amiche.

Per non parlare di Moffino, che si perse nella confusione durante la battaglia della Beresina ma che seguì le tracce dell’esercito napoleonico per molte migliaia di miglia fino a ricongiungersi col suo padrone a Milano, un anno più tardi.

Tra di loro, alcuni sono stati insigniti della medaglia d’oro al valor militare.

Nella seconda parte si parla di altri cani che, invece, nati con la camicia, talvolta veri e propri status symbol, sedevano nei salotti: oggetto di cure, attenzioni e vizi delle loro signore, simboli di potere e nobiltà d’animo (e di ceto), importanti come Fortunè, il carlino di Giuseppina che impediva l’accesso dell’Imperatore alla camera della moglie, o i compagni della seconda consorte Maria Luisa.  Sempre inseparabili, anche nei ritratti.

Giuseppina e il suo carlino Fortunè

Giuseppina e il suo carlino Fortunè

Una serata dedicata al mondo visto dai quattro zampe in base a documenti, libri, quadri e medaglie.

Ovviamente, aperta anche ai diretti interessati.

Napoleone e il suo tempo: fra cani, film epici e intrighi internazionali

Tornano anche quest’anno le conversazioni estive del progetto “Da Parigi a Lucca: il gusto di vivere al tempo di Napoleone e Elisa”, evento ormai consolidato dell’estate lucchese che ricade nel più ampio progetto “Da Parigi alla Toscana: il gusto di vivere al tempo di Napoleone e Elisa”, ideato da Roberta Martinelli con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca e della Fondazione di Livorno, con la collaborazione del Comune di Lucca e della Provincia di Lucca.

Le tre serate a ingresso libero sveleranno particolari poco noti della vicenda umana, storica e talvolta epica dell’Imperatore, che più di molti altri continua a farsi amare o odiare, e le cui innovazioni segnano tutt’oggi profondamente anche la vita moderna.

Torna per il secondo anno, in questa ottava edizione, la collaborazione con il Cineforum Cinit Ezechiele 25,17, uno dei riferimenti culturali a livello provinciale per il cinema, che grazie ad uno dei suoi esperti darà una suggestiva lettura dell’Imperatore in chiave cinematografica, trasformando per una sera San Micheletto in un cineforum all’aperto.

Lunedì 18 agosto ore 21,30 “Soldati a 4 zampe: nati con e senza la camicia”, di Velia Gini Bartoli e Simonetta Giurlani Pardini.

Cani che seguono tamburi; cani che seguono i padroni (sino alla tomba); cani che combattono al fianco dei propri umani; cani in guerra: mascottes, soldati, guardie notturne, ausilio nel soccorso, trambusto in cambusa, consolazione nella disperazione. Anche tra i soldati di Napoleone, i cani hanno fatto la loro parte alla conquista del mondo e della gloria. Moffino, Moustache, Tofino… Tra di loro, alcuni sono stati insigniti della medaglia d’oro al valor militare.

Jean-Baptiste Oudry: Le Sérail du Doguin, 1734

Jean-Baptiste Oudry: Le Sérail du Doguin, 1734

Altri invece, nati con la camicia, talvolta veri e propri status symbol, sedevano nei salotti: oggetto di cure, attenzioni e vizi delle loro signore, simboli di potere e nobiltà d’animo (e di ceto), importanti come Fortune, il carlino di Giuseppina che impediva l’accesso dell’Imperatore alla camera della moglie, o i compagni della seconda consorte Maria Luisa. Sempre inseparabili, anche nei ritratti.
Di entrambi i generi (di cani) e della storia che li accomuna e li scopre simbolo di quel tempo, si parlerà in questa serata: è il mondo visto dai quattro zampe in base a documenti, libri, quadri e medaglie, di come seppero e sanno stare al fianco dell’umano che scelgono come compagno, nella buona e nella cattiva sorte, in battaglia o in poltrona, per sempre.

Martedì 19 agosto ore 21,30 “Intrigo internazionale a Sant’Elena. Un governatore, un medico e l’Imperatore”, di Peter Hicks, docente universitario di storia, storico e responsabile delle relazioni internazionali della Fondation Napoléon di Parigi.

Chi era Barry Edward O’Meara? Un medico irlandese.

Non uno qualunque, ma colui che curò l’Empereur sull’isola di Sant’Elena dall’agosto 1815 al luglio 1818, tre anni prima della sua morte. A quella non poté infatti assistere: fu cacciato prima.

Perché? Il governatore inglese dell’isola, Sir Hudson Lowe, lo riteneva troppo, pericolosamente, vicino al prigioniero. Il dottore, dal canto suo, ebbe a dire che il governatore gli aveva chiesto di accorciare i giorni del prigioniero, ritenuto troppo costoso ed ingombrante.

Barry Edward O'Meara

Barry Edward O’Meara

Chi aveva ragione? La stampa all’epoca si divise tra governativi e liberali, e ancora oggi, quel dibattito non si è ancora estinto, anche se spostato sul piano storico. Il professore inglese cercherà di fare luce su uno dei tanti nodi che legano la storia inglese a quella francese ed a quella europea e mondiale. Sullo sfondo, il tramonto di uno dei più grandi leader che la Storia abbia annoverato. E la sua, forse prematura (?), scomparsa.

Mercoledì 20 agosto ore 21,30, “Un regista alle prese con Napoleone. Abel Gance e il suo film leggendario”, di Pier Dario Marzi, grazie alla collaborazione con il Cineforum Cinit Ezechiele 25,17.

“Napoleon” di Abel Gance non è soltanto un film, non è semplicemente un progetto cinematografico ambizioso: è qualcosa di più, che la storia del Cinema ancora ci consegna con i misteri e le leggende che ammantano ogni opera d’arte inimitabile che si rispetti. Per questo, l’ultima serata delle conversazioni si sofferma sulla genesi di questo capolavoro, indagando il rapporto tra il celebre regista, la sua visione e il mito di Napoleone, tanto grande che nell’impresa di un film su di lui si cimentò anche Kubrik, fallendo.

Abel Gance - scena da Napoléon

Abel Gance – scena da Napoléon

Gance è forse rimasto vittima del suo titanismo e della sua volontà di realizzare qualcosa di veramente memorabile, ma la sola avventura realizzativa di Napoleon merita di essere conosciuta con lo spirito con cui si affronta la trama di un romanzo che ha fatto la storia della letteratura. Questa serata dedicata al film francese del 1927 vuole ripercorrere tra scene, sequenze e aneddoti, questa Odissea organizzativa che ha portato alla realizzazione di uno dei pilastri della Settima Arte.

Un pomeriggio con l’Empereur

E’ stato presentato in conferenza stampa stamani martedì 29 aprile a Palazzo Ducale, dal presidente del Consiglio provinciale Andrea Palestini, dall’assessore alla cultura del Comune di Lucca Alda Fratello, dalla presidente dell’associazione Roberta Martinelli e dall’archivista di Stato direttore coordinatore dell’Archivio di Stato di Lucca Laurina Busti, il programma del pomeriggio napoleonico che si terrà venerdì 2 maggio a partire dalle 16.30 presso l’Archivio di Stato di Lucca in piazza Guidiccioni 8

“Per la Provincia di Lucca è un piacere poter collaborare ancora una volta con l’associazione ‘Napoleone ed Elisa: da Parigi alla Toscana’ – ha detto Andrea Palestini – che da anni organizza interessanti eventi dedicati a Napoleone. Eventi caratterizzati da un assoluto rigore culturale e scientifico ma allo stesso tempo aperti e accessibili ai non addetti ai lavori. Il nostro grazie, quindi, va agli organizzatori di questo appuntamento e in particolare alla dottoressa Martinelli che con passione e competenza ci accompagna in un nuovo percorso di conoscenza di questa interessante pagina di storia lucchese”.

“Le iniziative realizzate da Roberta Martinelli in questi anni sono tante e di notevolissimo valore – sono state le parole dell’assessore Alda Fratello – il riconoscimento del pubblico è testimonianza del piacere di ascoltare e approfondire un argomento che, pur noto, presenta moltissimi aspetti da scoprire”.

“Come Archivio si Stato siamo felicissimi di mettere a disposizione il ricchissimo patrimonio documentario relativo al periodo dal 1805 al 1814, tra cui ci sono ancora molti inediti. Infatti, nonostante si pensi di conoscere già tutto, sono invece ancora moltissime le cose da scoprire e studiare che sono conservate in archivio, e che in questi anni sono servite al progetto di Roberta Martinelli per portare alla luce nuove letture di Napoleone ed Elisa – ha aggiunto Laurina Busti”. “Lavorare in archivio è una fortuna – ha tenuto a precisare Velia Gini Bartoli – e purtroppo pochi Lucchesi si rendono conto di quanta ricchezza abbiamo, pubblica”.

“La N di Napoleone è certo uno dei simboli maggiormente attrattivi, sia culturalmente, sia turisticamente. Per questo è così importante ed attuale lavorarci”. Nel presentare l’associazione “Napoleone ed Elisa: da Parigi alla Toscana”, Roberta Martinelli torna sulla figura dell’Imperatore come volano di sviluppo culturale e turistico anche per Lucca: “Da quando si sono sviluppate le ricerche sulla Lucca napoleonica, il flusso di turisti francesi in città è aumentato. Si tratta di un segno tangibile della rilevanza che la tematica ha e della risorsa che può rappresentare”.

Dopo la presentazione dell’associazione, che raccoglie l’eredità di 12 anni di studi ed iniziative intorno ai Napoleonidi in Toscana, promossi e realizzati da Roberta Martinelli a Palazzo Ducale, ai Musei nazionali delle Residenze napoleoniche dell’isola d’Elba (di cui è stata direttore fino al 2013) e come coordinatrice del gruppo internazionale di studi napoleonici, si inizia con l’ascolto di musiche amate dall’Imperatore, o a lui ispirate, eseguite dal coro della chiesa anglicana St. George di Parigi, grazie al direttore Peter Hicks, studioso napoleonico e responsabile delle relazioni internazionali della Fondation Napoléon. In sala, durante il concerto, sarà possibile ammirare un tableau vivant composto dalle dame e dai signori in costume d’epoca.

A seguire, al direttore del Museo Napoleonico di Roma, Giulia Gorgone, è affidato il compito di presentare una “straordinaria sorpresa” che avrebbe commosso lo stesso Napoleone.

Massimo Nava, corrispondente ed editorialista da Parigi per il Corriere della Sera, presenterà poi la sua ultima opera edita da Mondadori, “Infinito Amore”, dedicata all’incontro all’isola d’Elba tra Napoleone e Maria Walewska. La sera del primo settembre 1814, una giovane donna sbarcò all’isola d’Elba. Era la contessa polacca Maria Walewska, arrivata in incognito per incontrare l’unico amore della sua vita, Napoleone. Si ritrovano per poche ore, due notti che trascorrono insieme sulle alture di Marciana Marina, nella tenda dell’Imperatore.Massimo Nava, Infinito Amore

È l’incontro struggente in cui rivivono sogni, rimpianti, progetti che non potranno mai più realizzarsi. Napoleone si prepara a riconquistare la Francia, alla gloriosa impresa dei cento giorni, inutile, ma per lui più importante dell’amore. Maria, con il piccolo Alessandro, avuto da Bonaparte, riparte in una notte tempestosa. Continuerà ad attendere e a sperare. L’imperatore e la contessa Walewska diventano un uomo e una donna in balia del destino e la Francia napoleonica il palcoscenico di un dramma universale e attualissimo, quello di tutti gli amanti costretti dagli eventi a dirsi addio.

Nava ha pubblicato saggi di politica internazionale, esperienze d’inviato di guerra, biografie e romanzi come “Germania Germania” (Mondadori), “Carovane d’Europa” (Rizzoli), “Kosovo, c’ero anch’io” (Rizzoli), “Milosovic, la tragedia di un popolo” (Rizzoli), “Imputato Milosevic” (Fazi), “Vittime, storie di guerra sul fronte della pace” (Fazi), “Sarkozy, il francese di ferro” (Einaudi), “La gloria è il sole dei morti” (Ponte alle Grazie), “Il garibaldino che fece il Corriere della Sera” (Rizzoli).

Pomeriggio napoleonico all’Archivio di Stato di Lucca

Nell’ambito delle commemorazioni del bicentenario dell’arrivo di Napoleone all’isola d’Elba, l’Archivio di Stato di Lucca e l’associazione “Napoleone ed Elisa: da Parigi alla Toscana” organizzano un pomeriggio napoleonico venerdì 2 maggio nella sede dell’Archivio di Stato di Lucca  in piazza Guidiccioni  con vari interventi.

St George Choir

St George Choir

Alle 16,30 infatti  il coro della chiesa anglicana St George di Parigi diretto da Peter Hicks, responsabile delle relazioni internazionali della Fondation Napoléon, eseguirà una serie di brani amati o comunque ispirati da Napoleone.

Giulia Gorgone, direttore del Museo Napoleonico di Roma, presenterà al pubblico quella che è stata definita una “straordinaria sorpresa” che avrebbe commosso lo stesso Imperatore.

Massimo Nava, corrispondente ed editorialista da Parigi per il Corriere della Sera, presenterà la sua ultima opera edita da Mondadori, “Infinito Amore”, dedicata all’incontro all’isola d’Elba, nel settembre del 1814, tra Napoleone e la contessa Maria Walewska, sua storica amante da cui l’Imperatore avrà anche un figlio.

Maria Walewska, dipinto di François Gérard

Maria Walewska, dipinto di François Gérard

L’evento, a ingresso libero è realizzato con la collaborazione della Provincia di Lucca ed il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca.